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Permessi facili e “talpe” in Prefettura: smantellata rete del favoreggiamento

L’inchiesta della Digos coinvolge 10 persone: tra gli indagati un avvocato, funzionari pubblici e intermediari. Oltre cento le pratiche sospette finite nel mirino della Procura guidata da Domenico Guarascio

Un collaudato “sottobosco” di illegalità capace di infiltrare i gangli della Pubblica Amministrazione per aggirare le norme sull’immigrazione. È quanto emerso dalla complessa indagine della Digos di Crotone che, sotto il coordinamento del procuratore capo Domenico Guarascio, ha portato alla notifica dell’avviso di conclusione indagini per 10 soggetti.

L’attività investigativa, durata oltre un anno e supportata da intercettazioni e pedinamenti, ha scoperchiato un sistema volto a facilitare l’ingresso e la permanenza irregolare di cittadini stranieri in Italia. Al centro del filone d’indagine più delicato figurano un funzionario e un dipendente dello Sportello Unico Immigrazione della Prefettura di Crotone, accusati di aver favorito il rilascio di titoli di soggiorno illegittimi.

Tra gli indagati compaiono anche un avvocato, accusato di aver agevolato la permanenza di tre extracomunitari, e soggetti responsabili di rivelazione di segreto d’ufficio per aver tentato di inquinare le indagini dopo aver appreso delle attività tecniche in corso. L’operazione, che ha interessato anche le province di Latina, Terni e Bologna, ha acceso un faro su oltre cento pratiche migratorie sospette.

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