Non è solo il fango a sommergere la Calabria, ma il peso di un’attesa che dura anni. Cosimo Limardo, presidente dell’associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere” e vicepresidente del Partito Unione Nazionale Italiana, ha deciso di rompere il silenzio rivolgendosi alla più alta carica dello Stato. In una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Limardo lancia un invito che è insieme un grido di dolore e una richiesta di dignità: una visita ufficiale per testimoniare lo stato di abbandono in cui versano le province calabresi dopo le ultime ondate di maltempo.
Economia in ginocchio
La denuncia di Limardo non risparmia nessuno dei territori colpiti: dalla provincia di Reggio a quella di Cosenza, passando per Catanzaro, Crotone e Vibo. “Il litorale è rovinato, i coltivatori hanno perso tutto”, scrive Limardo, evidenziando come il dissesto idrogeologico stia “spazzando via non solo il paesaggio, ma il futuro economico di intere famiglie”.
Il “caso” San Calogero e il bivio della vergogna
Non manca il riferimento all’immobilismo infrastrutturale. Limardo punta il dito contro le piaghe mai rimarginate del Vibonese: le frane di Maierato e Polia, e soprattutto quella di San Calogero, un fronte aperto dal 2018 che ancora attende risposte. Particolare attenzione posta sulla Statale 33 al bivio con la SS18: un’arteria fondamentale, che spezza i collegamenti tra Paravati, Mileto e Vibo verso nord, e la piana di Gioia Tauro verso sud. Un blocco che paralizza l’accesso all’autostrada A2 e mette a rischio le abitazioni limitrofe.
“Presidente, lei è la nostra speranza”
In conclusione, Limardo lancia un appello a Mattarella come garante e “padre” della nazione. “Lei non lascia mai i suoi figli da soli”, conclude Limardo, auspicando che Mattarella possa accogliere l’invito e recarsi di persona in Calabria per “dare un segnale di presenza dello Stato laddove, per troppo tempo, è sembrata regnare solo l’incuria”. (foto web)


