Diverse decine di connazionali hanno trascorso la notte in allerta negli Emirati Arabi Uniti dopo le tensioni che hanno coinvolto anche l’aeroporto internazionale. Tra loro anche l’imprenditore calabrese, rimasto in attesa di poter rientrare in Italia. Momenti di apprensione a Dubai, dove nelle ultime ore diversi italiani sono rimasti bloccati a causa delle tensioni che hanno interessato anche lo scalo internazionale. Tra i connazionali in attesa di notizie c’è il ristoratore di Tropea Vincenzo Gallisto, che sui social ha raccontato la notte vissuta tra incertezza e timore.
“Ce la siamo vista brutta”, ha scritto, spiegando di essere rimasto sveglio per tutta la notte, vestito e con i bagagli pronti, nel timore di una possibile evacuazione. Una condizione condivisa da altri italiani presenti negli Emirati Arabi Uniti, colti di sorpresa dall’improvvisa escalation.
Voli sospesi e collegamenti cancellati
A generare le maggiori preoccupazioni sarebbe stato l’attacco che ha coinvolto l’area dell’aeroporto internazionale di Dubai, con la conseguente sospensione di numerosi voli. Tra questi anche il collegamento che avrebbe dovuto riportare Gallisto in Italia. “Siamo bloccati qui”, ha riferito l’imprenditore calabrese, sottolineando come gli spostamenti siano stati fortemente limitati nelle ore immediatamente successive ai fatti. Una situazione che ha creato disagi e incertezza per chi si trovava in città per lavoro o turismo.
Con il passare delle ore, tuttavia, il clima sarebbe apparso meno teso rispetto alla notte precedente. “Adesso sembra tutto più calmo”, ha aggiunto, pur invitando alla prudenza in attesa di comunicazioni ufficiali sulla ripresa delle attività aeroportuali.
Il messaggio agli italiani
Nonostante la paura iniziale, dal ristoratore tropeano è arrivato un invito alla calma rivolto agli altri connazionali presenti negli Emirati. “Non lasciatevi prendere dal panico. Piano piano la situazione tornerà alla normalità”, ha scritto. In attesa di aggiornamenti sulla riattivazione dei voli e sul rientro in Italia, resta soprattutto il sollievo per l’assenza di conseguenze personali: “L’importante è che stiamo bene”, ha concluso. (foto web)


