In merito alla vicenda del residente di Filadelfia, disabile dopo l’amputazione di entrambe le gambe e rimasto per circa vent’anni senza ascensore funzionante, Aterp Calabria ha diffuso una nota per precisare competenze e iniziative intraprese. L’azienda premette di aver seguito il caso fin dalle prime segnalazioni, evidenziando attenzione verso la condizione di fragilità dell’inquilino. Tuttavia, chiarisce che lo stabile interessato non è interamente di proprietà pubblica: su 8 alloggi complessivi, soltanto 3 appartengono ad Aterp, mentre i restanti 5 sono di proprietà privata.
Questo elemento incide direttamente sulle responsabilità. L’edificio rientra infatti nella disciplina del “condominio misto” prevista dal Codice civile. In tali casi, le parti comuni – compreso l’impianto elevatore – non sono più sotto la titolarità esclusiva dell’ente pubblico, ma soggette alle regole condominiali e alla ripartizione delle spese tra tutti i proprietari.
L’Aterp respinge l’accusa di “inerzia”
Aterp respinge quindi l’idea di una propria inerzia unilaterale. Nei giorni scorsi, fa sapere, gli uffici avevano già contattato la ditta installatrice per richiedere un preventivo aggiornato finalizzato al ripristino dell’ascensore. Contestualmente, l’azienda ha formalizzato la disponibilità a compartecipare alle spese per la quota relativa ai tre alloggi di proprietà pubblica, nel tentativo di superare uno stallo che si protraeva da anni.
Il commissario dell’Ente: colpita da questa vicenda
Sulla vicenda è intervenuta anche il commissario dell’ente: “Sono profondamente colpita dalla situazione di disagio vissuta dal cittadino di Filadelfia e, proprio per questo, gli uffici si sono attivati con largo anticipo per individuare una soluzione tecnica e finanziaria. È bene però chiarire che, in un condominio dove la maggioranza degli alloggi è privata, Aterp non può agire d’imperio come unico proprietario. Siamo pronti a collaborare con le istituzioni, ma respingiamo l’idea di una presunta inerzia, avendo operato con la massima solerzia consentita dalla legge per superare una situazione che non dipendeva esclusivamente da noi”.
La posizione dell’ente, dunque, delimita le responsabilità sul piano giuridico e rilancia sulla necessità di un’intesa tra tutti i proprietari per arrivare alla riattivazione dell’impianto.(foto web)


