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Sfuggito a un’operazione della Dda di Milano, latitante arrestato in Calabria

L'inchiesta "Skyfall", nella quale è coinvolto l'uomo, secondo l'accusa, ha ricostruito i collegamenti e gli accordi tra esponenti della criminalità organizzata calabrese, lombarda e campana, facendo luce sui relativi traffici di sostanza stupefacente

Da tre mesi era sfuggito all’operazione “Skyfall” condotta dalla guardia di finanza e coordinata dalla Dda di Milano che lo scorso novembre aveva portato a un’ordinanza di custodia cautelare per traffico di sostanze stupefacenti nei confronti anche di elementi di spicco dei clan Barbaro di Platì e Morabito di Africo.

Francesco Costa, di 47 anni, è stato arrestato a Siderno mentre, a bordo di un’auto, si trovava nei pressi del campo sportivo. L’auto nella quale si trovava Costa era guidata da un altro soggetto che, in un primo momento ha tentato di sottrarsi al controllo dei poliziotti della Squadra mobile e per questo è indagato per favoreggiamento personale. Francesco Costa è figlio del defunto boss Pietro Costa che, assieme ai fratelli Giuseppe e Tommaso, era ai vertici dell’omonimo clan di Siderno.

La faida

Lo stesso che, tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, fu protagonista di una cruenta faida contro la cosca Commisso, un contrasto che comportò numerose vittime per entrambi gli schieramenti. L’inchiesta “Skyfall”, nella quale è coinvolto Costa, secondo l’accusa, ha ricostruito i collegamenti e gli accordi tra esponenti della criminalità organizzata calabrese, lombarda e campana, facendo luce sui relativi traffici di sostanza stupefacente. In questo contesto, secondo quanto emerso finora dalle indagini, Costa avrebbe acquistato, in 6 occasioni diverse, tra l’8 luglio 2020 e il 10 febbraio 2021, un quantitativo di 15 chili di cocaina con lo scopo di rivenderlo. (Ansa)

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