Il futuro di Vibo Marina non può più restare “ostaggio” del passato industriale. È un messaggio di rottura quello che arriva oggi dagli assessori Stefano Soriano (Turismo) e Marco Miceli (Ambiente), che in una nota congiunta blindano la linea della giunta guidata dal sindaco Romeo: la convivenza tra il deposito costiero della Meridionale Petroli e lo sviluppo del waterfront è ufficialmente dichiarata “insostenibile”. Al centro dello scontro non c’è solo una visione urbanistica, ma la sicurezza dei cittadini e la gestione del rischio ambientale legato a un impianto classificato come “Seveso III” (a rischio di incidente rilevante). Le criticità emerse nel nuovo Piano di Emergenza Esterno (PEE) hanno accelerato una presa di posizione che punta tutto sulla delocalizzazione.
Soriano: “Un’ipoteca ventennale che blocca la città”
Per l’assessore al Turismo, Stefano Soriano, l’ipotesi di un rinnovo ventennale della concessione alla società petrolifera sarebbe una scelta “fuori dal tempo”. Secondo Soriano, legare per altri due decenni la costa vibonese allo stoccaggio di carburanti significherebbe ignorare la transizione energetica e la vocazione nautica e turistica del territorio. “Il punto non è difendere lo status quo, ma decidere che idea di porto e di città vogliamo per i prossimi vent’anni,” dichiara Soriano. “Un rinnovo così lungo rischia di bloccare qualsiasi reale progetto di riqualificazione del waterfront. Vibo Marina deve liberare il proprio potenziale, non rimanere prigioniera di scelte superate.”
Miceli: “Sicurezza e salute non si garantiscono chiudendo le strade”
Sul fronte ambientale, l’assessore Marco Miceli richiama i pareri tecnici dell’ASP e della Provincia, che evidenziano la pericolosa vicinanza dell’impianto alle zone abitate. Per Miceli, la soluzione non può essere limitata a misure restrittive nel Piano di Emergenza, ma richiede un intervento radicale. “La sicurezza ambientale si garantisce rimuovendo il pericolo alla radice,” afferma Miceli. “Chiediamo con forza la delocalizzazione nell’area industriale di Porto Salvo, sito già individuato come idoneo per salvaguardare sia i posti di lavoro che la salute pubblica.”
La proposta: 30 mesi per il trasferimento
La strategia del Comune è già nero su bianco in un Protocollo d’Intesa inviato alla Meridionale Petroli. Il piano prevede:
– Periodo di transizione: circa 30 mesi per completare il trasferimento totale delle attività.
– Destinazione: Area industriale di Porto Salvo.
– Obiettivo: Tutela dei livelli occupazionali e liberazione del litorale dalle “servitù industriali”.
“La delocalizzazione non è più un’opzione, ma una necessità storica,” concludono i due esponenti della giunta. La palla passa ora alla società e agli enti competenti: Vibo Marina rivendica il diritto a un litorale sicuro, commerciale e finalmente pronto a scommettere sulla propria bellezza.


