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Tropea prova a voltare pagina, si delinea una corsa a tre per il dopo commissariamento

Le prossime elezioni amministrative rappresentano una sfida dal forte valore simbolico. In campo Giuseppe Rodolico, Giovanni Macrì e Antonio Piserà
Tropea

Tropea torna al voto e lo fa con una partita tutta da leggere, tanto sul piano politico quanto su quello simbolico. Saranno tre, molto probabilmente, le liste in campo nella cittadina turistica del Vibonese, reduce da una delle stagioni più complesse della sua storia amministrativa, segnata dallo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni e condizionamenti mafiosi.

L’appuntamento elettorale di maggio arriva in un momento che per Tropea non è mai banale: alle porte della nuova stagione estiva, quando la città si prepara a mostrarsi al mondo e a misurarsi, ancora una volta, con il proprio ruolo di capitale turistica della Calabria. Stavolta, però, la sfida non riguarda soltanto l’accoglienza o la promozione del territorio. In gioco c’è soprattutto la credibilità delle istituzioni locali e la capacità di aprire davvero una fase nuova.

Una sfida che vale più di un’elezione

Il voto segnerà la fine della fase commissariale e l’avvio di un passaggio atteso, quasi obbligato, per provare a lasciarsi alle spalle decisioni traumatiche e ferite ancora aperte. Tropea cerca una nuova amministrazione che sappia riportare serenità nella macchina comunale e tirare fuori la città dalle tempeste che ne hanno offuscato il prestigio.

In questo scenario, il quadro politico appare definito: tre liste, tre candidature, tre storie diverse che si incrociano in una competizione destinata a pesare ben oltre i confini cittadini.

Piserà, il progetto costruito in anticipo

In campo da oltre un anno c’è Antonio Piserà, già consigliere comunale di opposizione, che ha scelto di lavorare con largo anticipo al suo progetto politico sotto il segno di Rigeneriamo Tropea. Una candidatura costruita nel tempo, con l’obiettivo di presentarsi come proposta di rinnovamento in una fase in cui la domanda di discontinuità resta centrale nel dibattito pubblico.

Piserà arriva a questo appuntamento con un percorso avviato da mesi e con l’ambizione di intercettare quella parte di elettorato che chiede una svolta netta rispetto alle stagioni precedenti.

Il ritorno di Giuseppe Rodolico

Ma il voto di maggio sarà anche il terreno del ritorno di due ex sindaci che, nel bene e nel male, hanno segnato profondamente la vita politica tropeana. Tra questi c’è Giuseppe Rodolico, pronto a rientrare in partita con l’obiettivo di mettere in piedi una coalizione civica ampia, forte e competitiva. La sua esperienza amministrativa, in passato, si era interrotta bruscamente dopo circa un anno e mezzo, travolta da vicende legate a rapporti ritenuti poco chiari riconducibili a un esponente di quella giunta.

Oggi Rodolico torna con la volontà di giocarsi una nuova possibilità politica, cercando un riscatto personale e amministrativo in un contesto che, però, resta molto più severo e attento rispetto al passato.

Macrì e il peso dello scioglimento

Torna in campo anche Giovanni Macrì, l’ex sindaco la cui amministrazione è stata fermata prima dalla Prefettura e poi dal Ministero dell’Interno proprio per i rischi di infiltrazioni e condizionamenti mafiosi. Una vicenda pesantissima, che ha segnato in profondità il dibattito cittadino e l’immagine della stessa Tropea. Ricorsi e proteste non sono bastati a cambiare il corso degli eventi. Lo scioglimento è rimasto e ha aperto la stagione del commissariamento.

Adesso, però, anche Macrì prova a rimettersi in gioco, consapevole che la sua candidatura sarà inevitabilmente letta attraverso il filtro di quella esperienza e delle sue conseguenze politiche e istituzionali.

Il bivio di Tropea

Più che una semplice tornata amministrativa, quella di maggio si presenta dunque come un vero bivio. Tropea non sceglierà soltanto un sindaco e una maggioranza. Sceglierà soprattutto quale narrazione dare a se stessa dopo anni segnati da crisi, rotture e provvedimenti straordinari.

Il commissariamento è finito. Tra poco più di due mesi la parola torna agli elettori. E per una città che vive di immagine, prestigio e attrattività, il ritorno alle urne rappresenta molto più di una scadenza democratica: è il primo banco di prova per capire se davvero può cominciare un nuovo corso.

 

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