In una Calabria troppo spesso raccontata solo come la terra della sanità che non funziona, delle liste d’attesa infinite, dei viaggi della speranza e dei reparti in affanno, ci sono ancora professionisti che studiano, costruiscono reti, fanno formazione e tengono alta la qualità della medicina. E forse il senso più profondo della II edizione delle “Giornate Cardiologiche nella terra dei due mari” sta proprio qui: dimostrare che anche dentro quella che viene etichettata, spesso con amarezza, come la sanità dello sfascio, esistono competenze, visione e capacità organizzativa che non solo meritano di essere riconosciute, ma che vanno difese e aiutate, perché da queste professionalità passa una parte importante del futuro della sanità calabrese e, soprattutto, della tutela dei pazienti.
La prevenzione cardiovascolare
È con questo significato, prima ancora che con il suo valore scientifico, che il 20 e 21 marzo 2026 il T Hotel Lamezia di Feroleto Antico (Catanzaro) ospiterà la seconda edizione di un congresso che si annuncia tra i più autorevoli e concreti del panorama regionale. Un appuntamento che mette al centro prevenzione cardiovascolare, innovazione terapeutica, gestione delle cronicità e integrazione tra ospedale e territorio, ma che lancia anche un messaggio preciso: la Calabria sanitaria non è soltanto emergenza, è anche una terra in cui esistono medici e specialisti capaci di produrre qualità, confronto e proposte serie.
A dare forma a questo progetto sono i responsabili scientifici Eliezer Joseph Tassone e Giuseppe Carullo, non semplici organizzatori ma veri protagonisti della due giorni. Il loro nome attraversa l’intero programma: apriranno i lavori con la presentazione degli obiettivi del corso, interverranno in alcune delle sessioni più significative e chiuderanno il congresso, confermando una regia che punta non solo all’aggiornamento scientifico, ma a costruire percorsi assistenziali condivisi per affrontare le principali patologie cardiovascolari in una regione dove la rete tra territorio e ospedale resta decisiva.
La lettura magistrale del prof. Giuseppe Rosano
Tra i momenti più attesi della prima giornata, venerdì 20 marzo, spicca la lettura magistrale del professor Giuseppe Rosano, tra i nomi di maggior rilievo della cardiologia internazionale, che parteciperà al congresso con un intervento dedicato alla fenotipizzazione e gestione complessa del paziente con scompenso cardiaco, presentato da Giuseppe Carullo. Un passaggio di alto profilo che dà subito il tono all’intera manifestazione.
Il tema dello scompenso cardiaco sarà uno dei cardini della prima giornata mentre gli stessi Carullo e Tassone entreranno nel vivo con focus su SGLT2i e Vericiguat. Sempre venerdì, spazio anche alla lettura magistrale del professore Francesco Perticone su “Scompenso cardiaco e sideropenia”, seguita dalle sessioni dedicate a cardiopatia ischemica cronica, aritmie ventricolari, fibrillazione atriale e valvulopatie. In programma anche le letture magistrali di Eduardo Celentano sull’ablazione delle aritmie ventricolari e di Daniele Maselli su “La chirurgia della mitrale nel 2026”.

Obesità e rischio cardiovascolare
Particolarmente significativa la tavola rotonda conclusiva del venerdì sulla gestione ospedale-territorio delle malattie cardiovascolari, un confronto che riassume il senso più concreto del congresso: non fermarsi alle relazioni, ma tradurre conoscenze e linee guida in modelli organizzativi applicabili. La seconda giornata, sabato 21 marzo, allargherà il confronto a temi oggi centrali nella pratica clinica: obesità e rischio cardio-metabolico, dislipidemie, cardiomiopatie e forame ovale pervio.
Accanto al congresso principale, sabato è previsto anche un segmento fuori ECM con il corso BLS Healthcare Provider American Heart Association, coordinato da F. Sacco, e il corso teorico-pratico sull’impianto del loop recorder e controllo in remoto, coordinato da Giuseppe Carullo, ulteriore prova di una manifestazione pensata per unire formazione teorica e competenze operative.
Non solo un congresso di aggiornamento
Le “Giornate Cardiologiche nella terra dei due mari” non sono dunque soltanto un congresso di aggiornamento. Sono anche, e forse soprattutto, un segnale. Perché se in Calabria si riesce a mettere in piedi un appuntamento di questo livello, con relatori autorevoli, contenuti solidi e una visione chiara sul rapporto tra ospedale e territorio, allora significa che nella sanità calabrese esistono ancora energie serie, competenze vere e professionalità da sostenere. E in tempi in cui tutto viene raccontato solo come fallimento, ricordarlo non è retorica: è un dovere. Perché difendere chi ogni giorno prova a fare buona medicina, nonostante tutto, significa difendere il diritto alla salute di tutti. (Nelle foto in alto i cardiologi Giuseppe Carullo e Joseph Tassone).


