Abilita Notifiche OK No grazie

Luigi Lilio torna protagonista: la Calabria rilancia il genio di Cirò che ha cambiato il tempo

Alla Cittadella regionale la Giornata del Calendario dedicata all’astronomo calabrese: scoperto il bassorilievo di Michele Affidato, tra memoria storica e promozione del territorio

Luigi Lilio torna al centro della scena. A 450 anni dalla sua morte, la Calabria rimette sotto i riflettori il nome dell’astronomo e medico di Cirò che ha legato il suo ingegno a una delle riforme più importanti della storia moderna: quella del calendario gregoriano, ancora oggi alla base del modo in cui il mondo misura il tempo.

Alla Cittadella regionale di Catanzaro, la Giornata regionale del Calendario ha provato a fare quello che finora era accaduto solo a metà: restituire visibilità piena a una figura che appartiene alla storia della Calabria, ma che troppo spesso è rimasta confinata ai margini del racconto pubblico.

Il nome che scandisce ancora le nostre giornate

La giornata, ospitata nella Sala Verde, è stata dedicata interamente alla figura di Lilio, l’uomo che con la sua intuizione ha contribuito a correggere il corso del tempo, dando forma a quel calendario che ancora oggi regola giorni, settimane, mesi e anni.

Ad aprire i lavori è stato l’assessore regionale Gianluca Gallo, che ha definito Lilio “simbolo della potenza dell’intelligenza”, sottolineando il valore di un calabrese capace di lasciare un segno universale. Un passaggio che ha dato alla celebrazione un significato che va oltre il ricordo: la riscoperta di Lilio è stata presentata anche come un messaggio rivolto al presente, al valore dei talenti e alla necessità di riconoscerli, sostenerli e trattenerli.

Alla Cittadella il bassorilievo di Affidato

Il momento più simbolico della mattinata è stato la scopertura del bassorilievo dedicato a Luigi Lilio, collocato all’ingresso interno della Cittadella e realizzato dal maestro orafo Michele Affidato. A svelare l’opera, insieme a Gallo, sono stati il sindaco di Cirò, Mario Sculco, il sindaco di Monte Porzio Catone Massimo Pulcini e il consigliere regionale Sergio Ferrari. Un gesto che ha il sapore di un riconoscimento atteso: il volto di Lilio entra così nel cuore istituzionale della Regione, con un segno destinato a restare.

Cirò tra memoria e grandi eventi

La celebrazione è stata anche l’occasione per accendere i riflettori su Cirò, sempre più al centro di un percorso che intreccia identità, vino e promozione culturale. Nel suo intervento, Gallo ha richiamato il ritorno del Merano Wine Festival, in programma dal 5 al 7 giugno, e il prossimo appuntamento con il Concours Mondial de Bruxelles dedicato ai vini rosé. Due eventi che consolidano il profilo della cittadina come capitale del vino calabrese e che si inseriscono in un racconto più ampio, legato anche al rapporto simbolico con il Trentino, dove Lilio presentò il calendario in occasione del Concilio di Trento.

A marcare il peso dell’iniziativa è stato soprattutto il sindaco di Cirò, Mario Sculco, che ha parlato di una “giornata storica” per restituire il giusto riconoscimento a una figura rimasta troppo a lungo in ombra. Il primo cittadino ha rilanciato il valore di Lilio come patrimonio non soltanto di Cirò e della Calabria, ma dell’intero Paese, sottolineando come la Cittadella fosse il luogo più adatto per rilanciare una memoria che non può più restare confinata agli studi o alle celebrazioni di circostanza.

Scuola, identità e partecipazione

Particolarmente significativa anche la presenza del mondo scolastico, con la sfilata in abiti d’epoca degli studenti del liceo “Ilio Adorisio” di Cirò e con la presentazione del panino identitario “Lilio, e tu cuntu!”, curato dall’Istituto Alberghiero dell’IIS Majorana di Corigliano-Rossano. Un contributo che ha dato alla giornata un taglio meno formale e più partecipato, trasformando la figura di Lilio in un racconto capace di coinvolgere anche le nuove generazioni e di uscire dalla sola dimensione istituzionale.

Il legame con Monte Porzio Catone

Tra i passaggi più significativi emersi durante l’iniziativa, anche il legame tra Cirò e Monte Porzio Catone, sede di Villa Mondragone, dove nel 1582 fu promulgata la bolla papale Inter Gravissimas di Papa Gregorio XIII, l’atto che introdusse ufficialmente la riforma del calendario gregoriano. Due luoghi diversi, ma uniti dalla stessa traiettoria storica: da una parte la terra che ha dato i natali a Luigi Lilio, dall’altra il luogo in cui la sua intuizione è diventata ufficialmente storia.

A chiudere la giornata, la lettura della bolla papale interpretata dall’artista cirotano Domenico Madera, accompagnato alle percussioni da Massimo Ierimonti. Un finale dal forte valore simbolico per una manifestazione che ha riportato in primo piano un nome troppo spesso dimenticato, ma ancora oggi inciso nella vita quotidiana di tutti.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Assume anche l’incarico di presidente dell’Assemblea provinciale di Reggio Calabria: “Rimettere i territori al centro per valorizzarli, puntando su partecipazione e strategie”
La nuova struttura per il trasporto pubblico riaccende il dibattito sul decoro urbano in uno dei luoghi più simbolici: cittadini chiedono una soluzione più rispettosa della piazza

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792