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Alta Velocità, Reggio-Roma: ecco i numeri che fanno chiarezza

L'ex assessore regionale Francesco Russo invita a riportare il dibattito sui tempi di percorrenza nell'alveo dei dati oggettivi e delle scelte infrastrutturali

Il dibattito sull’Alta Velocità tra Reggio Calabria e Roma continua ad alimentare aspettative, polemiche e contrapposizioni, ma il rischio è che si perda di vista il punto centrale: il tempo reale che un collegamento AV potrà garantire solo quando l’intero asse verso la Calabria sarà dotato di una linea moderna e continua. Tra annunci, ricostruzioni parziali e prese di posizione, la questione si presta troppo spesso a letture approssimative che finiscono per generare più confusione che consapevolezza.

A riportare il confronto su un piano tecnico è il professor Francesco Russo, già assessore regionale ai Trasporti, che interviene sulla Gazzetta del Sud, oggi in edicola. Russo sottolinea come il tema dei tempi di collegamento tra Reggio Calabria e Roma venga spesso “offuscato e reso nebbioso” da discussioni non sempre fondate sui fatti, nelle quali si mescolano elementi operativi, tattici e strategici, fino a trascinare il confronto su un terreno ideologico. Per questo, richiama la necessità di partire da alcuni dati semplici ma decisivi, utili a rispondere con trasparenza a una domanda precisa: quanto deve impiegare davvero un treno ad Alta Velocità tra Reggio Calabria e Roma?

Il primo dato da fissare riguarda il tratto già esistente con caratteristiche pienamente assimilabili a una vera Alta Velocità: la linea Roma–Napoli Afragola. È oggi il segmento più avanzato e performante dell’asse ferroviario verso il Sud, sia dal punto di vista del tracciato sia sotto il profilo tecnologico, con alimentazione a 25 kV in corrente alternata, standard tipico delle linee AV di nuova generazione.

Il riferimento tecnico già disponibile

Secondo quanto ricorda l’ex assessore regionale, il collegamento tra Roma Termini e Napoli Afragola si sviluppa per 210 chilometri e viene coperto dai treni diretti, senza fermate intermedie, in 56 minuti. È questo il tratto che rappresenta oggi il riferimento concreto per misurare le prestazioni di una linea ad Alta Velocità realmente efficiente. Il nodo, dunque, non è Roma-Napoli, ma ciò che manca da Napoli Afragola in giù, dove l’assenza di una continuità infrastrutturale moderna impedisce ancora di parlare di un vero corridoio AV fino alla punta della Calabria.

I tre segmenti verso Reggio

Nel suo ragionamento, Russo scompone il tratto Napoli Afragola–Reggio Calabria in tre parti. La prima è la Napoli Afragola–Salerno, lunga 54 chilometri, con un tracciato giudicato valido nella porzione che fiancheggia il Vesuvio, ma solo in parte dotato di caratteristiche AV. La parte finale, infatti, devia verso Salerno con standard più vicini a una linea tradizionale. Anche l’alimentazione resta quella ordinaria, a 3 kV in corrente continua. Il secondo segmento è il Salerno–Battipaglia, lungo 20 chilometri, che oggi si sviluppa sulla linea tradizionale e mantiene anch’esso alimentazione a 3 kV.

Il terzo tratto è il più strategico: il Battipaglia–Reggio Calabria, cioè la porzione che dovrà essere realizzata per dare finalmente continuità all’Alta Velocità verso il Mezzogiorno estremo. È qui che si concentra il vero salto infrastrutturale.

Il vero nodo: la scelta del tracciato

Russo richiama, a questo proposito, gli studi di fattibilità predisposti dalle Ferrovie già nel 2005, nei quali venivano confrontate diverse soluzioni progettuali. Da quell’analisi, evidenzia, emergeva come il tracciato tirrenico fosse il più favorevole sotto più aspetti: il più breve, con una lunghezza di 343 chilometri, e anche il più performante nell’analisi multicriteri rispetto alle alternative esaminate.

Sommando i tre segmenti – 54 chilometri tra Afragola e Salerno, 20 tra Salerno e Battipaglia e 343 tra Battipaglia e Reggio – si arriva così a un totale di 417 chilometri tra Napoli Afragola e Reggio Calabria.

È su questa base, e non sulle suggestioni, che si gioca la credibilità del progetto. Il tempo finale del collegamento Reggio Calabria-Roma non può essere affidato agli slogan né a previsioni generiche: dipenderà dalla qualità del tracciato, dalla tecnologia adottata e dalla capacità di garantire continuità agli standard dell’Alta Velocità lungo tutto il percorso. In altre parole, prima degli annunci, servono scelte nette, coerenti e verificabili.

Il valore dell’intervento del professor Russo sta proprio qui: nel riportare il confronto dal terreno della propaganda a quello dei numeri. Ed è da quei numeri, più che dalle tifoserie, che passa la possibilità di costruire un’infrastruttura davvero decisiva per il futuro della Calabria.

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