“Un passaggio decisivo per il Paese”. Non usa mezzi termini Ernesto Alecci, capogruppo del PD in Calabria, nel leggere i dati definitivi del referendum sulla giustizia che ha visto prevalere il fronte del “No” su scala nazionale e regionale. Secondo l’esponente dem, il rigetto della riforma non è frutto di pregiudizi ideologici, ma di una reazione consapevole a una proposta ritenuta “sbagliata e confusa”. Il successo del “No” viene attribuito a una mobilitazione capillare sul territorio: “Nelle scorse settimane abbiamo organizzato manifestazioni e corner informativi per spiegare i pericoli di una riforma che voleva indebolire la magistratura assoggettandola alla politica”, spiega Alecci, sottolineando come il Pd sia riuscito a contrastare i “vani tentativi di mistificare la realtà” messi in atto dal centrodestra.
Il ritorno alla partecipazione
Il dato che più rincuora il segretario è quello dell’affluenza, che ha sfiorato il 60%. Un segnale in controtendenza rispetto all’astensionismo degli ultimi anni: “In un momento di apparente disinteresse, i cittadini, e soprattutto i giovani, hanno dimostrato di voler partecipare alle decisioni che cambiano le istituzioni”.
Verso una riforma condivisa
Per Alecci, l’esito del voto non deve tradursi in un immobilismo, ma in una spinta verso una «vera riforma della giustizia». La ricetta del PD calabrese è chiara: basta interventi sulla “sola magistratura”, spazio invece a: investimenti strutturali; potenziamento del personale e dell’organizzazione; piena digitalizzazione dei processi; garanzia di tempi certi per i cittadini. “L’Italia si è espressa e ha detto da che parte sta”, conclude la nota del capogruppo. “Facciamo tesoro di questa partecipazione e andiamo avanti insieme per una giustizia che rispetti pienamente la Costituzione”.


