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Ludopatia, da Catanzaro un nuovo modello di cura integrata

Operatori pubblici e privato sociale a lezione di omogeneità terapeutica. L'obiettivo è un protocollo unico per la presa in carico di pazienti e famiglie
ludopatia

Si è svolto martedì 24 marzo, nella sala riunioni del Serd (Servizio per le dipendenze) di Catanzaro, il corso di aggiornamento rivolto agli operatori del pubblico (Asp Catanzaro) e del privato sociale accreditato (Centro Calabrese Solidarietà, Progetto Sud e Cooperativa Sociale Zarapoti) nell’ambito del Progetto Gap (Gioco d’azzardo patologico) 2022. Un appuntamento molto partecipato, pensato per rafforzare competenze, uniformare le pratiche operative e consolidare un modello condiviso di presa in carico del disturbo da gioco d’azzardo (Dga) sul territorio aziendale.

Gli interventi

Ad aprire i lavori è stato il dottore Michele G. Rossi, direttore del Dsmd (Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze) dell’Asp di Catanzaro e responsabile del progetto, che nei suoi saluti istituzionali ha evidenziato l’impegno costante del Serd nel presidiare il territorio e nel garantire risposte qualificate ai bisogni emergenti della popolazione. La dottoressa M. Giulia Audino, direttrice del Serd di Catanzaro e direttrice scientifica del progetto, ha sottolineato come l’omogeneità degli interventi rappresenti un elemento decisivo per offrire ai pazienti percorsi terapeutici significativi e coerenti. “Solo un approccio uniforme – ha spiegato – permette di dare risposte efficaci ai pazienti con dipendenze senza sostanze, nella fattispecie con disturbo da Dga, e alle loro famiglie, riducendo disomogeneità e frammentazioni”.

A seguire, la coordinatrice del progetto, la dottoressa Mariarita Notaro, psicologa, ha illustrato lo stato dell’arte del disturbo da gioco d’azzardo nei Serd aziendali, evidenziando un incremento dell’utenza nei tre distretti dell’Asp. Un dato che conferma la necessità di percorsi strutturati, aggiornati e capaci di intercettare tempestivamente il bisogno.

Il corso, quindi, è stato dedicato all’analisi delle fasi del Pdta (Percorso diagnostico terapeutico assistenziale), approfondite dai relatori dottoressa Ornella De Luca (dirigente psicologa Asl Roma 1 e referente dell’ambulatorio specialistico Dga) e dottor Onofrio Casciani (già dirigente psicologo Asl Roma 1 e già referente scientifico Dga Regione Lazio). I due esperti, soffermandosi su intake, assessment e trattamento, hanno proposto una ipotesi di Pdta regionale, delineando obiettivi clinici, organizzativi e modalità operative del percorso di cura.

Modelli terapeutici e trattamentali

Nel confronto con i partecipanti è emerso come il modello organizzativo adottato dall’Asp di Catanzaro sia pienamente in linea con i Pdta della Regione Lazio, una coerenza che rafforza la qualità e la credibilità dell’intervento. Il dibattito finale ha permesso di condividere modelli terapeutici e trattamentali, con l’obiettivo comune di rendere omogenei gli approcci rivolti ai pazienti con disturbo da gioco d’azzardo e ai loro familiari. Un confronto ricco e costruttivo, che ha confermato la centralità della formazione continua e della collaborazione tra Servizi per affrontare una problematica complessa e in costante evoluzione.

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