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Depurazione, Daffinà a Napoli per la presentazione di un’opera rivoluzionaria

Un progetto che "si inserisce in un preciso disegno sinergico e segna una vera e propria svolta per l’intero Mezzogiorno"
daffinà

Ha preso parte anche il subcommissario alla depurazione calabrese Antonino Daffinà, alla presentazione del progetto esecutivo finalizzato a potenziale la depurazione delle acque nell’area di Napoli Est, presentato a Palazzo San Giacomo. Un’opera rivoluzionaria, del valore di 111 milioni di euro, affidata al raggruppamento di imprese costituito dalla spagnola Acciona e da Fisia Italimpianti, controllata del Gruppo Webuild.

I lavori di adeguamento funzionale e revamping dell’impianto, inizieranno tra un paio di mesi e si concluderanno entro 540 giorni apportando così un miglioramento della qualità delle acque e, di conseguenza, rendendo possibile la balneazione anche lungo il tratto di costa che va da Pietrarsa al porto di Napoli.

Si tratta di un intervento che costituisce il passaggio strategico per il potenziamento del sistema di trattamento delle acque reflue dell’area metropolitana di Napoli, attraverso processi biologici avanzati e capacità di trattamento per circa 860mila abitanti in 14 comuni.

Infrastruttura importante

“E’ un’opera di estrema complessità la cui gestazione è partita dieci anni fa e ha subito diverse traversie – ha ricordato il commissario straordinario unico per la depurazione e il riuso delle acque reflue, Fabio Fatuzzo -. Si tratta di un’infrastruttura importante per la città e l’area metropolitana e inoltre consentirà al Paese di risparmiare ogni anno 8,6 milioni di euro che l’Italia paga a seguito della procedura di infrazione europea per inadeguato trattamento delle acque reflue”.

Dal canto suo, il sub commissario calabrese Tonino Daffinà, di rientro dalla città partenopea, non ha esitato a riconoscere “il valore di un’opera indubbiamente emblematica di un intero processo che sta coinvolgendo tutto il Sud Italia, con risultati tangibili, da parte della macro-struttura guidata dal commissario nazionale Fabio Fatuzzo, in moltissimi comuni sottoposti da molto alla procedura d’infrazione comunitaria. Napoli est indubbiamente – ha concluso Daffinà – presto sarà tirata fuori dalle sabbie mobili, ma la conclusione di questo triennio di lavoro segna indubbiamente un punto di non ritorno per l’intero sistema depurativo del Meridione che viaggia senza soluzione di continuità verso una vera e propria svolta non a parole ma nei fatti”.

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