Non una protesta simbolica, ma una denuncia netta, pubblica, diretta. Questa mattina (sabato 28 marzo) un gruppo di cittadini di Bivona, Vibo Marina e Porto Salvo si è ritrovato sulla Statale 18, nel tratto compreso tra Vibo Marina e Portosalvo, all’altezza dell’ex cementificio, per accendere i riflettori su una situazione che definiscono ormai “insostenibile”.
Al centro della mobilitazione, una curva ritenuta da anni altamente pericolosa: carreggiata dissestata, una profonda buca che si riempie d’acqua, scarsa sicurezza e il timore concreto che possa verificarsi un’altra tragedia. Un punto già segnato, ricordano i manifestanti, da incidenti gravi e anche da vittime.
La denuncia dei cittadini
A spiegare le ragioni del sit-in è stato Giovanni Patania, sindacalista, tra i presenti alla manifestazione: “Abbiamo deciso spontaneamente di riunirci per segnalare un grave pericolo per tutti gli automobilisti. È un tratto ad alto rischio, soprattutto per i giovani in moto. Qui è in gioco l’incolumità pubblica”.
Patania punta il dito contro quello che definisce un continuo scaricabarile istituzionale: “La Provincia dice che non è competenza sua, il Comune sostiene di avere ragione dopo il Consiglio di Stato. Intanto nessuno interviene. Per questo chiediamo che la Procura apra un fascicolo su questo scempio”.
Non è solo una curva: è degrado diffuso
Sul posto anche Giuseppe Alviano, già presidente della Circoscrizione e oggi coordinatore di Europa Verde per il circolo delle Marinate, che da anni denuncia le criticità della zona: “Ho sempre segnalato la precarietà di questa strada. Oggi siamo qui non solo per questa curva, ma per una situazione di degrado generalizzato”.
Alviano allarga il quadro: “Le strade sono dissestate, manca viabilità, ci sono canneti e fossi che invadono la sede stradale. È un pericolo permanente. Comune e Provincia continuano a rimpallarsi le responsabilità, ma una soluzione vera non è mai arrivata”.
L’appello a Prefettura e magistratura
Tra i promotori dell’iniziativa anche Giovanni Aracri, che rivendica il valore di una mobilitazione nata dal basso: “Se aspettiamo sempre che siano gli altri a risolvere i nostri problemi, non ne usciamo. Anche noi cittadini dobbiamo far sentire la nostra voce”. Il messaggio lanciato dal sit-in è chiaro: basta attese, basta ambiguità sulle competenze. I residenti chiedono un intervento immediato per mettere in sicurezza quel tratto e sollecitano l’intervento di Prefettura, forze dell’ordine e magistratura per accertare responsabilità e imporre una soluzione.
Perché, come ripetuto più volte stamattina lungo la Statale 522, qui non si protesta per polemica: qui si protesta per evitare un’altra tragedia.


