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Modifica dello Statuto, parte l’iter per il referendum: depositata la richiesta in Consiglio regionale

I promotori puntano all'abrogazione della legge n. 9/2026 che amplia la Giunta e introduce i sottosegretari. “Restituiamo centralità alla volontà popolare e alla trasparenza”

Il dibattito sull’assetto istituzionale della Calabria si sposta ufficialmente dai palazzi della politica alla piazza. Nel pomeriggio di ieri, i proponenti Giovanna Canigiula, Francesco Di Lieto, Paola Levato, Antonio Piserà e Vincenzo Scorza hanno depositato presso il Segretariato generale del Consiglio Regionale la comunicazione formale per avviare l’iter referendario contro la recente riforma dello Statuto. Al centro della contesa c’è la legge regionale 3 marzo 2026, n. 9, un provvedimento che ha ridisegnato i vertici della cittadella regionale prevedendo, tra le altre cose, l’allargamento del numero degli assessori in Giunta e l’istituzione di due figure di Sottosegretario alla Presidenza.

Il richiamo alla Costituzione

L’iniziativa referendaria poggia le basi giuridiche sull’articolo 123 della Costituzione, che tutela il diritto dei cittadini a esprimersi sulle modifiche statutarie qualora venga raggiunta una quota qualificata di firme tra l’elettorato o tra i consiglieri regionali. Per il Comitato promotore — che vede tra i protagonisti anche l’ex parlamentare Nicola Morra — non si tratta solo di una questione tecnica, ma di un atto di “responsabilità e trasparenza”.

Le ragioni della mobilitazione

Secondo i firmatari, l’ampliamento dei componenti dell’esecutivo ha riflessi non trascurabili sia sul piano organizzativo che su quello finanziario dell’ente. In una nota congiunta, i promotori hanno ribadito dunque il valore democratico della sfida: “Crediamo profondamente che su scelte di tale rilevanza debba essere assicurata la massima partecipazione democratica. Il referendum rappresenta uno strumento essenziale per rafforzare il legame tra istituzioni e cittadini, restituendo centralità alla volontà popolare e promuovendo una gestione più condivisa e consapevole della cosa pubblica”.

Verso il voto popolare

Il deposito segna l’inizio di un percorso burocratico e politico che punta a trasformare i cittadini calabresi in protagonisti diretti della governance regionale. L’obiettivo è quello di innalzare la qualità della democrazia locale, mettendo sotto la lente d’ingrandimento le scelte legislative che incidono sul funzionamento della Regione e sul rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità. Con questo atto, la parola passa ora agli uffici competenti per le verifiche di rito, in attesa che la campagna referendaria entri nel vivo su tutto il territorio calabrese.

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