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Operazione Teorema, 20 indagati nel blitz alla Provincia di Crotone: ecco i nomi

Tremano i palazzi del potere: il "sistema Manica" e la rete dei fedelissimi tra tangenti e appalti pilotati nelle scuole

Un vero e proprio uragano giudiziario ha investito stamane via Mario Nicoletta, sede dell’amministrazione provinciale di Crotone. L’operazione, ribattezzata emblematicamente “Teorema”, ha portato alla luce un collaudato meccanismo di spartizione illecita di fondi pubblici, ponendo fine a quella che gli inquirenti descrivono come la gestione padronale di Fabio Manica.

L’ex vicepresidente dell’Ente e volto noto di Forza Italia è considerato il baricentro di un sistema corruttivo capace di sottrarre centinaia di migliaia di euro alla collettività. Secondo le indagini condotte dal Nucleo Mobile della Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura pitagorica, Manica avrebbe agito come un vero e proprio dominus, manipolando deleghe chiave come quelle all’Edilizia Scolastica e alla Stazione Unica Appaltante.

Il meccanismo della “tangente circolare”

Il cuore dell’inchiesta riguarda la gestione degli appalti negli istituti superiori del territorio (tra cui il Filolao, il Pitagora, il Gravina e il Lucifero). Il metodo, definito dagli inquirenti di una “disarmante semplicità”, prevedeva il frazionamento artificioso dei lavori per restare sotto la soglia dell’affidamento diretto, azzerando la concorrenza e favorendo un cartello di professionisti compiacenti. Una volta liquidata la parcella dalla Provincia, scattava il “rientro”: i fondi passavano dai professionisti a società schermo per poi finire nelle disponibilità del politico. Manica, per gli investigatori, avrebbe incassato il denaro prelevandolo direttamente con una carta bancomat intestata a un collaboratore.

La rete dei complici e i sequestri

Sono 20 le persone raggiunte da avviso di garanzia, accusate a vario titolo di corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture e falso. Tra i nomi eccellenti figurano tecnici di fiducia, consulenti e familiari che avrebbero aiutato a schermare il flusso di denaro e la reale proprietà delle quote societarie.

Oltre a Manica, figurano nel registro degli indagati: Giacomo Combariati, Luca Bisceglia, Rosaria Luchetta, Alessandro Vallone, Vicky Ingarozza, Francesco Manica, Luca Vincenzo Mancuso, Andrea Esposito, Gaetano Caccia, Domenico Zizza, Francesco Mario Benincasa, Raffaele Cavallaro, Giuseppe Marinello, Adriano Astorino, Antonio Otranto, Michele Scappatura, Bina Fusaro, Caterina Scavo e Salvatore Valente.

L’attività investigativa non si è fermata al capoluogo, estendendo i controlli anche ai comuni di Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto, dove sarebbero emerse ulteriori irregolarità nelle procedure amministrative. L’operazione della Guardia di Finanza si è conclusa, per il momento, con un sequestro preventivo di circa 400.000 euro, ma il “Teorema” dei magistrati potrebbe presto arricchirsi di nuovi capitoli riguardanti altri enti locali della zona.

Appalti pilotati, 20 indagati e sequestri per 400mila euro

 

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