Il rito del rientro per le festività pasquali si trasforma, ancora una volta, in un salasso per migliaia di calabresi fuori sede. In un contesto già segnato da forti tensioni politiche ed economiche, il costo dei trasporti verso il Sud ha raggiunto vette vertiginose, rendendo il diritto alla mobilità un privilegio per pochi.
I numeri della stangata: treni e aerei nel mirino
Secondo il monitoraggio condotto da Federconsumatori Calabria, i rincari rispetto al mese di marzo sono generalizzati e colpiscono ogni mezzo di trasporto:
– Treni: +47% (con picchi incredibili per le tratte verso la Calabria).
– Voli nazionali: +67%.
– Voli internazionali: +62%.
– Pullman: +72%.
La situazione più critica riguarda il trasporto ferroviario. Per chi parte sabato 4 aprile, Federconsumatori rileva aumenti che, rispetto alla Pasqua 2025, toccano punte del 133% sulla tratta Milano-Reggio Calabria. In questo scenario, Italo si conferma una scelta più vantaggiosa rispetto a Trenitalia, con risparmi fino al 40% sulle tratte della costa tirrenica (da Scalea a Reggio).
Il caos dei cieli: scali calabresi sotto assedio
Non va meglio per chi sceglie l’aereo. I voli verso Lamezia Terme hanno subito impennate del 15% da Milano Bergamo e del 10% da Roma rispetto all’ultima settimana di marzo. Situazione paradossale per Crotone: nonostante un miglioramento dell’offerta, i prezzi per un volo con scalo da Torino possono arrivare a costare l’esorbitante cifra di 480 euro. Anche il trasporto su gomma non offre tregua: i biglietti dei pullman sono aumentati mediamente del 72%, con la Roma-Cosenza che segna un +112% rispetto a un normale weekend di marzo. Chi decide di affidarsi all’automobile deve fare i conti con l’aumento dei pedaggi e il prezzo del carburante, rendendo il viaggio sostenibile solo se condiviso con familiari o amici.
La denuncia di Federconsumatori
Mimma Iannello, presidente regionale di Federconsumatori Calabria, non usa mezzi termini per descrivere quella che definisce una “storia che si ripete”: “Assistiamo di anno in anno a pratiche tariffarie poco trasparenti, dalle logiche intollerabili con rincari inaccettabili. I calabresi di ritorno, che già pagano per il carovita diffuso e per il caro carburante, non possono permettersi aumenti così esosi. È una vergogna che non ci stancheremo di denunciare”. L’analisi dell’associazione mette a nudo una realtà amara: per molti studenti e lavoratori, il desiderio di trascorrere la Pasqua in famiglia rischia di infrangersi contro il muro di tariffe che non sembrano conoscere limiti.


