L’allarme lanciato dalla Segreteria provinciale del Siulp trova il pieno sostegno del gruppo Democratici e Riformisti per Vibo, che interviene con una presa di posizione netta sulla situazione del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Centrale”, definito un presidio essenziale per la sicurezza del territorio e oggi, secondo il gruppo, lasciato in una condizione di progressivo indebolimento.
Per i Democratici e Riformisti, la denuncia del sindacato di Polizia va ben oltre la tutela dei lavoratori in divisa: rappresenta infatti una fotografia preoccupante dello stato in cui versa un ufficio strategico per il controllo del territorio in una provincia complessa come quella di Vibo Valentia.
Un presidio di legalità sempre più fragile
Nel comunicato, il gruppo evidenzia come appaia “incomprensibile” il progressivo depotenziamento di strutture nate proprio per garantire sicurezza e presenza dello Stato. Il riferimento è al Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Centrale”, che secondo quanto segnalato dal SIULP sarebbe oggi alle prese con criticità strutturali ormai non più rinviabili.
I dati richiamati dal segretario provinciale del sindacato, Franco Caso, vengono definiti “inequivocabili” e descrivono una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi. Sul tavolo ci sono, in particolare, la carenza di organico, destinata ad aumentare con i prossimi pensionamenti, l’assenza di un dirigente titolare e il mancato ammodernamento del parco mezzi.
Mezzi obsoleti e manutenzione insufficiente
Tra gli aspetti più delicati, Democratici e Riformisti pongono l’attenzione sulle condizioni dei veicoli in dotazione al reparto. Non si tratta soltanto di mezzi datati, ma anche di una carenza di manutenzione ordinaria che, secondo il gruppo, espone il personale a rischi gravi durante il servizio. Un elemento che rende ancora più pesante il quadro denunciato dal Siulp e che, per il movimento civico, merita una risposta immediata da parte delle istituzioni nazionali.
L’appello al Ministero e a Wanda Ferro
Da qui l’appello diretto al Ministero dell’Interno e, in particolare, al sottosegretario Wanda Ferro, chiamata a non sottovalutare le criticità che riguardano il reparto operativo di Vibo Valentia. Il gruppo chiede che vengano sostenute in ogni sede le rivendicazioni avanzate dal SIULP e che si accelerino quelle risposte che, si legge nella nota, il territorio attende ormai da mesi. L’obiettivo è fermare un depotenziamento che rischia di tradursi in minore capacità di presidio e di prevenzione proprio in una provincia dove il tema della sicurezza resta centrale.
“La sicurezza non è propaganda”
Nella parte finale del comunicato, Democratici e Riformisti affidano a una frase il senso politico dell’intervento: la sicurezza dei cittadini, sostengono, non può essere considerata “un costo da tagliare” né tantomeno “un semplice argomento da campagna elettorale”.
Il messaggio è chiaro: servono meno annunci e più investimenti concreti su uomini, donne, mezzi e strutture. Perché il contrasto alla criminalità e la tutela del territorio, osserva il gruppo, non si garantiscono solo con nuove norme o con l’inasprimento dei reati, ma soprattutto mettendo chi opera ogni giorno in prima linea nelle condizioni di farlo in sicurezza e con strumenti adeguati.


