A Taurianova, nel cuore della Piana, la memoria si è fatta ancora una volta impegno civile. Questa mattina, alle 10, la città ha commemorato il 49° anniversario dell’eccidio dell’Appuntato Stefano Condello e del Carabiniere Vincenzo Caruso, entrambi Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, caduti il 1° aprile 1977 nella strage di Razzà mentre svolgevano il proprio dovere. Una cerimonia intensa e partecipata, nel segno del ricordo e della riconoscenza, ha riunito l’Arma dei Carabinieri, le istituzioni civili e militari, l’amministrazione comunale e l’Associazione Nazionale Carabinieri. Presenti, tra gli altri, il comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, generale di Divisione Riccardo Sciuto, insieme alle più alte autorità del territorio.
Il tributo della città
Il momento commemorativo si è aperto presso il monumento di piazza dedicato ai due militari, nella piazza intitolata ai Carabinieri Medaglie d’Oro al Valor Militare Stefano Condello e Vincenzo Caruso. Un luogo simbolico, che custodisce il peso della storia e il dovere della memoria. Successivamente, nella Chiesa Matrice, è stata celebrata la Santa Messa officiata dal vescovo della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, monsignor Giuseppe Alberti, insieme al cappellano militare don Aldo Ripepi. La cerimonia si è poi conclusa con la deposizione di un cuscino di fiori presso il cippo eretto sul luogo dell’eccidio, a cura dei militari della Stazione Carabinieri di Taurianova, con il supporto dell’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione locale.
Un tributo che non è soltanto formale, ma che rinnova il senso profondo del sacrificio di due servitori dello Stato, ancora oggi indicati come esempio di coraggio, disciplina e fedeltà alle istituzioni.
Il sacrificio che fermò un summit di ’ndrangheta
La vicenda risale al primo pomeriggio del 1° aprile 1977. L’Appuntato Stefano Condello e i Carabinieri Vincenzo Caruso e Pasquale Giacoppo, in servizio all’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taurianova, notarono alcune auto sospette e una Vespa parcheggiate lungo la Statale 101 bis, in contrada Razzà, nei pressi della masseria di un noto pregiudicato. Insospettiti, Condello e Caruso decisero di avvicinarsi alla casa colonica, lasciando Giacoppo a presidio del mezzo di servizio. Una volta sul posto, si trovarono di fronte uomini armati. Ne nacque un violento conflitto a fuoco. I due militari riuscirono a disarmare alcuni dei presenti, ma furono investiti dai colpi esplosi dagli altri mafiosi. Condello venne ferito mortalmente; Caruso, nel tentativo di difendere il commilitone, reagì con coraggio, colpendo gli aggressori, prima di cadere anch’egli sotto il fuoco nemico.
Solo in seguito le indagini chiarirono la portata di quanto accaduto: i carabinieri avevano interrotto un summit di ’ndrangheta con undici esponenti delle più influenti cosche della Piana di Gioia Tauro, riuniti per ridefinire equilibri di potere, appalti e interessi criminali.
Per quell’atto di straordinario eroismo, a Stefano Condello e Vincenzo Caruso fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, Taurianova continua a ricordarli non solo come caduti dell’Arma, ma come simboli della lotta dello Stato contro la criminalità organizzata.


