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Nuovo assetto al Comune, al segretario generale anche Polizia Municipale e Suap. Si apre il nodo sull’equilibrio dei controlli

Il decreto del sindaco ridisegna gli incarichi dirigenziali e concentra su Domenico Libero Scuglia una lunga serie di funzioni strategiche. Tra queste, anche Polizia Municipale e Sportello attività produttive: una scelta che riaccende il tema della separazione tra chi autorizza e chi vigila

Il nuovo riassetto degli incarichi dirigenziali al Comune di Vibo Valentia, formalizzato con il decreto sindacale del primo aprile, ridisegna in modo significativo la macchina amministrativa dell’ente. Ma più della redistribuzione degli uffici, a far discutere è soprattutto la scelta di concentrare in capo al segretario generale Domenico Libero Scuglia un pacchetto molto ampio di competenze, tra cui Polizia Municipale e Servizio Commercio e Attività Produttive – Suap. Il provvedimento, che modifica e integra il precedente assetto organizzativo, attribuisce infatti al segretario generale non solo la gestione della Segreteria, ma anche Avvocatura comunale, Programmazione europea e Pnrr, Istruzione-Cultura-Turismo-Sport, Suap, Polizia Municipale, oltre ai ruoli di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e responsabile della transizione digitale.

Il punto più delicato

È proprio l’abbinamento tra Polizia Municipale e Suap a rappresentare il passaggio più sensibile del decreto. Non si tratta, in questo caso, dell’affidamento diretto del Suap al dirigente della Polizia Locale, ma di una scelta diversa: l’accentramento di entrambe le funzioni nella figura del segretario generale. Sul piano amministrativo, però, il tema resta delicato. Il Suap è l’ufficio che governa procedimenti autorizzativi e pratiche legate alle attività produttive; la Polizia Municipale, invece, è chiamata a svolgere attività di vigilanza, verifica e controllo sul rispetto delle regole. Due funzioni che, per loro natura, dovrebbero restare chiaramente distinte.

Separazione tra autorizzare e controllare

Il principio richiamato anche nel contributo allegato è semplice: chi gestisce i procedimenti autorizzativi non dovrebbe coincidere con chi esercita il controllo sugli stessi ambiti. La questione non è soltanto teorica. Quando autorizzazione e vigilanza finiscono nello stesso perimetro gestionale, si apre un problema di equilibrio amministrativo, di imparzialità e di tenuta degli atti. In particolare, eventuali provvedimenti sanzionatori o contestazioni su attività economiche potrebbero diventare più esposti a rilievi e ricorsi, proprio perché verrebbe meno quella netta separazione tra funzione amministrativa e funzione di controllo che rappresenta una garanzia per l’ente e per i cittadini.

Un accentramento che farà discutere

Il decreto nasce con l’obiettivo dichiarato di rendere più efficiente e coerente la macrostruttura comunale, anche alla luce dell’istituzione di nuovi uffici e della necessità di assicurare continuità gestionale. Ma la scelta di affidare al segretario generale, già titolare di funzioni trasversali e strategiche, anche due settori così delicati come Polizia Municipale e Suap è destinata ad aprire un confronto politico e amministrativo. Perché, al di là della legittimità formale dell’atto, il nodo resta tutto lì: può reggere davvero, sul piano dell’imparzialità e della solidità amministrativa, un assetto in cui autorizzazione e vigilanza finiscono sotto la stessa regia? Divergenze  tra consiglieri comunali sia di maggioranza che di minoranza si cominciano a percepire.

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