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Meridionale Petroli, l’opposizione all’attacco: crolla il castello di carte del sindaco Romeo

Dopo la nota dell’azienda, i gruppi di minoranza parlano di “propaganda senza atti concreti” e chiedono subito una commissione speciale sul caso del deposito costiero

La nota durissima di Meridionale Petroli sulla vicenda della delocalizzazione del deposito costiero infiamma il dibattito politico a Palazzo Luigi Razza e offre alle opposizioni l’occasione per sferrare un affondo frontale contro il sindaco Enzo Romeo. Per i gruppi di minoranza, il comunicato diffuso dall’azienda “non è solo una smentita tecnica alle narrazioni trionfalistiche del sindaco”, ma rappresenta addirittura “la pietra tombale su mesi di propaganda priva di riscontri oggettivi”.

I gruppi di opposizione del Consiglio comunale – Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuori Vibonesi, Noi Moderati e Identità Territoriale – parlano di un vero e proprio “crollo del castello di carte del sindaco Romeo” e rivendicano di avere denunciato “sin dal primo momento l’inconsistenza della strategia amministrativa sulla delocalizzazione del deposito costiero”. Secondo lo schieramento di centrodestra, “oggi i fatti ci danno ragione su tutta la linea”: dietro “i post sui social e le dichiarazioni istituzionali”, sostengono, “non c’è mai stato nulla di concreto”.

Nel mirino il “Protocollo d’Intesa”

Uno dei passaggi centrali del comunicato delle opposizioni riguarda il cosiddetto Protocollo d’Intesa, più volte indicato dal sindaco come un punto avanzato del percorso. La minoranza richiama quanto contenuto nella nota di Meridionale Petroli e sostiene che il documento “si è rivelato essere una mera bozza non editabile, priva di qualsiasi valore vincolante”, oltre che “trasmessa in modo parziale, ignorando gli altri Enti che avrebbero dovuto condividerlo”. Non solo. Per l’opposizione, si tratterebbe di “un testo che non contiene obblighi, garanzie o cronoprogrammi certi”. Da qui l’accusa politica più pesante: “È gravissimo che il Sindaco abbia rappresentato come ‘definiti’ risultati che la stessa controparte definisce ‘non esistenti’”. E ancora: “Governare una città richiede atti amministrativi, non proiezioni di desideri personali”.

“Nessuna area, nessun finanziamento, nessun atto”

Nel comunicato, i gruppi di opposizione elencano quelli che considerano i punti che smentirebbero in maniera definitiva la linea dell’amministrazione. La nota di Meridionale Petroli, secondo la minoranza, confermerebbe infatti quanto già sostenuto in aula consiliare: nessun finanziamento pubblico, perché “i ministeri hanno chiarito che non esistono stanziamenti”; nessuna area idonea, dal momento che “i proprietari delle aree ipotizzate hanno già declinato ogni garanzia di fattibilità”;
nessun ‘Atto di sottomissione’, definito “un altro termine usato impropriamente dal Sindaco per generare un’illusione di potere d’imperio che il Comune, in questa fase, semplicemente non ha”.

È su questo terreno che l’opposizione insiste per dimostrare che, dietro gli annunci, non vi sarebbe stato alcun passaggio amministrativo realmente consolidato.

Il caso dei soggetti economici

Molto duro anche il passaggio relativo alla solidità economica dei soggetti richiamati nel dibattito sulla possibile delocalizzazione. L’opposizione definisce “inquietante” il fatto che il futuro “energetico, occupazionale e ambientale di Vibo Marina” possa essere associato, anche solo come ipotesi, a operatori che – sulla base dei dati richiamati – avrebbero “fatturati da 12.000 euro e utili pari a zero”.

“Come può un’amministrazione seria pensare di gestire investimenti da oltre 100 milioni di euro con simili presupposti?”, chiedono i gruppi di minoranza, che parlano apertamente di “dilettantismo” e di “azzardo sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie”. Un passaggio che sposta il confronto dal piano della polemica politica a quello delle ricadute concrete su occupazione, sicurezza e tenuta del sistema energetico territoriale.

“Confronto pubblico immediato”

Nel loro intervento, i consiglieri di opposizione esprimono “profonda preoccupazione per il clima di incertezza creato” e accusano l’amministrazione di avere alimentato “false speranze sulla delocalizzazione senza avere un progetto solido”. Secondo la minoranza, questo approccio rischia di mettere “a rischio i posti di lavoro esistenti e la sicurezza energetica del territorio”. Da qui la richiesta di un chiarimento immediato e pubblico: “Avevamo detto che era tutto fumo, e oggi il fumo si è diradato lasciando il nulla”, dichiarano i rappresentanti della minoranza. Quindi l’affondo diretto al primo cittadino: “Il Sindaco esca dal mondo dei social e torni in quello della realtà”.

La richiesta è netta: “Chiediamo un confronto pubblico immediato, nelle sedi istituzionali, dove il Comune dovrà mostrare carte e documenti, se ne ha. La città non può più essere governata con le ‘bozze’ e i ‘si dice’”.

La richiesta: subito una commissione speciale

L’opposizione annuncia anche di voler insistere sulla costituzione di una Commissione Speciale sulla vicenda. Una richiesta che i gruppi definiscono “non più rinviabile” e che viene motivata con la necessità di “fare piena luce su una vicenda che sta trascinando Vibo Valentia in una zona d’ombra amministrativa e politica dalla quale sarà difficile uscire”. Per la minoranza, si tratta di “un atto dovuto alla città”, anche per accertare se quanto accaduto sia frutto di “sciatteria amministrativa o di una deliberata distorsione della realtà”.

Delocalizzazione sì, ma “con serietà e rispetto”

Pur durissimo nei toni, il documento delle opposizioni ribadisce un punto politico preciso: la volontà di continuare a lavorare per arrivare alla delocalizzazione dei depositi costieri. I gruppi consiliari assicurano che continueranno a garantire “serietà, competenza e piena disponibilità nel ricercare tutte le soluzioni possibili” per arrivare allo spostamento dell’impianto. Ma fissano anche una linea chiara: “Su un punto non arretreremo: restituire al territorio aree che oggi non hanno più motivo di essere occupate da attività così impattanti”.

Allo stesso tempo, viene richiamato il rispetto dovuto ai lavoratori: “Siamo consapevoli che dietro queste realtà ci sono donne e uomini che lavorano e che hanno contribuito in modo significativo alla vita della nostra città e dovremo avere il massimo rispetto, qualsiasi sarà la visione futura”.

Il risultato, dopo la nota di Meridionale Petroli, è un ulteriore innalzamento dello scontro politico. E adesso, per il sindaco Romeo, la pressione si fa doppia: da una parte l’azienda che smentisce la narrazione istituzionale, dall’altra un’opposizione compatta che chiede di esibire atti, documenti e verità.

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