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Vibo, l’emorragia non si ferma: persi 588 abitanti in un anno. È allarme spopolamento

Il bilancio demografico 2025 dell'Osservatorio Regionale certifica la crisi della provincia vibonese, che contribuisce al pesante passivo della Calabria. Nonostante la tenuta dei flussi dall'estero, il territorio soffre per il crollo delle nascite e la fuga costante verso altre regioni

Il bilancio demografico della Calabria relativo al 2025 si chiude con un passivo pesantissimo, confermando un’emorragia umana che non accenna a fermarsi. A lanciare l’allarme è Giovanni Durante dell’Osservatorio Regionale Demografico (ORD), che parla apertamente di un quadro di “gravissima criticità”.

I numeri della contrazione

In soli dodici mesi, la popolazione calabrese è scivolata da 1.834.646 a 1.827.571 abitanti. Una flessione dello 0,38% che colloca la Calabria al quarto posto tra le regioni con il peggior dato nazionale, preceduta solo da Basilicata (-0,89%), Molise (-0,65%) e Sardegna (-0,50%). Il dato sarebbe stato ancora più drammatico se non fosse intervenuto il saldo positivo dei flussi dall’estero, che ha segnato un incremento di 8.295 unità.

La “doppia morsa”: culle vuote e partenze

La regione resta intrappolata in una morsa micidiale. Da un lato il saldo naturale, con un divario netto tra le 11.872 nascite (in calo di 807 unità rispetto all’anno precedente) e i 20.276 decessi. Dall’altro il saldo migratorio interno: nel 2025 sono stati 37.914 i calabresi che hanno lasciato il proprio comune, a fronte di 30.948 nuovi iscritti, con una perdita netta di 6.966 unità. Sul fronte dell’emigrazione verso altre regioni, la Calabria (-0,37%) è la maglia nera d’Italia dopo la Basilicata, facendo peggio di Campania, Sicilia e Puglia.

Vibo perde 588 residenti

Il calo demografico è un fenomeno democratico nella sua negatività, poiché colpisce indistintamente tutto il territorio regionale:

– Cosenza: -2.401 abitanti

– Reggio Calabria: -2.366 abitanti

– Catanzaro: -1.581 abitanti

– Vibo Valentia: -588 abitanti

– Crotone: -133 abitanti

Per la provincia di Vibo Valentia, il dato conferma una tendenza al rimpicciolimento che incide profondamente sul tessuto sociale ed economico del territorio.

L’appello dell’Osservatorio

In chiusura della nota, l’Osservatorio sottolinea come questa fragilità sia accentuata dalla frammentazione territoriale e da una crisi economica che morde sempre di più. I segnali sono già evidenti nel quotidiano: dal caro carburante all’impennata del costo del carrello della spesa. “Serve una risposta sistemica – conclude l’ORD – con il coinvolgimento di attori economici, sociali e del Governo nazionale. Solo un intervento corale può sperare di invertire una tendenza che minaccia il futuro stesso della Calabria”.

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