La vicenda legata al tavolo di confronto convocato dal sindaco di Vibo Valentia sulla questione dei depositi costieri continua a generare forti reazioni politiche e sindacali. Al centro del caso, l’esclusione della Cisal dalla riunione, nonostante la sigla fosse stata inizialmente invitata a partecipare al confronto istituzionale dedicato a un tema considerato strategico per lo sviluppo del territorio.
La ricostruzione del caso e il nodo della partecipazione
Secondo quanto emerso, la Cisal sarebbe stata successivamente esclusa dal tavolo a seguito delle contestazioni sollevate da altre sigle sindacali, circostanza che ha sollevato perplessità sul metodo adottato nella gestione dell’incontro e sulla tenuta complessiva del percorso di confronto avviato dall’amministrazione comunale.
Una scelta che, per diversi osservatori, avrebbe finito per ridurre il carattere inclusivo del tavolo, aprendo un fronte di critica sulla rappresentanza delle parti sociali coinvolte.
La posizione dell’Udc e le accuse politiche al sindaco
Sulla vicenda interviene il segretario provinciale dell’Udc, Stefano Luciano, che esprime una valutazione fortemente critica dell’accaduto, partendo da una piena condivisione delle posizioni già espresse dal commissario regionale Papillo, al quale rivolge “stima e vicinanza”. Luciano sottolinea come il sindaco non sia stato, a suo giudizio, in grado di garantire adeguata tutela a una sigla sindacale di rilevanza nazionale, regolarmente invitata a un tavolo pubblico dedicato a questioni di interesse generale. Un elemento che, secondo l’esponente Udc, evidenzierebbe una responsabilità politica grave nella gestione dell’intera vicenda.
Il tema della rappresentanza e il ruolo del sindaco
Nel suo intervento, Luciano insiste sul ruolo di garanzia che dovrebbe caratterizzare l’azione del primo cittadino, richiamando la necessità di assicurare pari dignità a tutte le rappresentanze sociali coinvolte. L’esclusione della Cisal viene definita come una scelta che, sempre secondo la sua lettura, mortifica una parte significativa della società civile e indebolisce il principio di inclusività che dovrebbe guidare i tavoli istituzionali.


