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Reddito di Merito in Calabria, firmato il protocollo Regione-Università. Occhiuto: “Così fermiamo la fuga dei giovani”

Per l’attuazione della misura sono stati stanziati complessivamente 15 milioni di euro e l’intervento è finanziato attraverso le risorse del Programma Operativo Complementare (POC) della Regione

“Con l’attuazione di questa misura ho mantenuto l’impegno preso in campagna elettorale, estendendo il Reddito di Merito non solo ai neodiplomati, ma a tutti gli studenti universitari calabresi che si distinguono per i risultati. È un provvedimento concreto per contrastare l’emigrazione giovanile, che spesso inizia proprio con la scelta dell’ateneo fuori regione”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, durante la cerimonia relativa alla firma del Protocollo di intesa Regione-Università per l’attuazione del reddito di merito, che si è svolta nella Cittadella regionale a Catanzaro.

“I dati AlmaLaurea – ha aggiunto il presidente Occhiuto – dimostrano chiaramente che i nostri poli di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria sono eccellenze che garantiscono lavoro immediato, con picchi del 99% in settori come ingegneria e informatica. Grazie alla qualità delle nostre università, sempre più aziende scelgono di investire qui. Trattenere i talenti significa non impoverire il capitale sociale del territorio e sollevare le famiglie da pesanti sacrifici economici. Vogliamo dare ai nostri ragazzi un motivo forte per restare e una regione pronta a valorizzare il loro studio: la Calabria”.

Gli interventi

Alla cerimonia di firma del Protocollo d’Intesa, aperta alla stampa, hanno preso parte, oltre al presidente Occhiuto, il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, il rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, e il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti. Presenti anche l’assessore regionale all’istruzione, sport e politiche per i giovani, Eulalia Micheli, e l’assessore regionale con competenze tecniche di indirizzo in materia di bilancio e patrimonio, programmazione fondi nazionali e comunitari, transizione digitale, energia, enti strumentali, fondazioni e società partecipate, Marcello Minenna.

“In qualità di Presidente del CORUC – ha dichiarato il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti -, come sistema universitario calabrese, siamo grati al presidente Occhiuto per aver intrapreso questa misura. Spero che, grazie a questo intervento, si possano incrementare ulteriormente i già positivi risultati che le nostre università stanno conseguendo. L’auspicio è che tale crescita prosegua a favore del territorio e dei nostri giovani, sostenendo quell’elevazione culturale a cui le università contribuiscono in modo decisivo”.

“Dall’anno prossimo – ha detto il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco -, chiunque sceglierà di rimanere in Calabria per studiare potrà avere il proprio percorso formativo interamente coperto dalle borse di studio, e, a complemento di questo, abbiamo adesso ora il reddito di merito, che permetterà di premiare ulteriormente gli studenti in base ai loro risultati accademici”.

Secondo il rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, “oggi è una giornata davvero importante per il sistema universitario calabrese, nella quale le università avranno l’opportunità di valorizzare ulteriormente i giovani, e ne abbiamo tanti, che studiano con grande profitto e passione. Questo momento premia un principio sul quale si è detto tanto e che guida il nostro futuro: la meritocrazia”.

Studenti coinvolti

“Parliamo di una platea – ha sottolineato l’assessore Minenna – che, secondo le nostre stime, coinvolgerà circa il 7-8% degli iscritti. Abbiamo individuato diversi strumenti finanziari per garantire la copertura nel tempo. Grazie alla collaborazione con le università, monitoreremo ogni semestre il mantenimento dei requisiti. Entro un anno avremo una base statistica solida, basata sul comportamento reale di studenti e docenti, che ci permetterà di eseguire un impegno finanziario estremamente preciso”.

“Questa misura – ha spiegato l’assessore Micheli – sta avendo grande eco già tra i diplomandi, che si stanno impegnando per ottenere un voto di uscita tale da permettergli di accedere al reddito di merito. È un atto concreto e importante che sottolinea ancora una volta la grande attenzione del presidente Occhiuto per i giovani e gli studenti calabresi”.

Scheda misura

Il Reddito di Merito è un’iniziativa della Regione Calabria finalizzata a premiare l’eccellenza accademica e incentivare gli studenti a completare il proprio percorso di studi negli atenei del territorio. L’obiettivo dichiarato è il contrasto alla “fuga di cervelli”, offrendo un sostegno economico diretto per valorizzare il capitale umano locale e rendere il sistema universitario calabrese più competitivo.

Per l’attuazione della misura sono stati stanziati complessivamente 15 milioni di euro e l’intervento è finanziato attraverso le risorse del Programma Operativo Complementare (POC) della Regione Calabria.

Queste le Fasce di contributo per media ponderata:

– Fascia di merito 27: contributo di 500 euro per gli studenti con media ponderata pari o superiore a 27 e fino a 28 escluso.
– Fascia di merito 28: contributo di 750 euro per gli studenti con media ponderata pari o superiore a 28 e fino a 29 escluso.
– Fascia di merito 29: contributo di 1.000 euro per gli studenti con media ponderata pari o superiore a 29.

Il mantenimento dell’eccellenza accademica rappresenta il pilastro fondamentale del Reddito di Merito. Per quanto riguarda i nuovi ingressi, l’eccellenza viene misurata già alla soglia d’entrata: i neodiplomati possono accedere ai benefici con una votazione minima di 95/100, purché supportata da un esito nel test TOLC che li collochi nel top 10% della graduatoria.

Parallelamente, per chi intraprende il percorso di Laurea Specialistica, il requisito di accesso è fissato a una votazione di laurea triennale non inferiore a 108/110. Una volta ottenuto il beneficio, la regolarità della carriera diventa il requisito centrale. L’ateneo monitorerà il percorso di ogni studente attraverso due verifiche annuali, fissate rispettivamente all’1 aprile e all’1 ottobre.

Flessibilità

È prevista inoltre una clausola di flessibilità durante la prima parte dell’anno. Nel primo semestre è, infatti, concesso un “margine di manovra” del 10% dei CFU totali previsti (alla data dell’ 1 aprile è necessario il conseguimento del 40% dei CFU dell’anno accademico di riferimento). Tale margine non deve essere inteso come una riduzione del carico didattico, bensì come un prestito di fiducia: i crediti mancanti andranno obbligatoriamente recuperati entro la fine del secondo semestre per garantire la permanenza del beneficio e dimostrare il pieno riallineamento con il piano di studi.

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