A pochi giorni dalla vasta operazione che ha smantellato i vertici della criminalità organizzata locale, il questore di Vibo Valentia Rodolfo Ruperti ha voluto chiamare a raccolta i protagonisti di quell’intervento per un tributo non formale al loro lavoro. Un incontro sobrio per ringraziare personalmente gli uomini e le donne che hanno costruito l’impalcatura investigativa sfociata nell’esecuzione delle 54 misure cautelari che hanno segnato il territorio tra il capoluogo e le Serre. All’incontro hanno partecipato le delegazioni della Squadra Mobile di Vibo Valentia e della S.I.S.C.O. di Catanzaro, affiancate dai vertici del Servizio Centrale Operativo (SCO) e del Commissariato di P.S. di Serra San Bruno.
Il valore della sinergia investigativa
Durante il colloquio, il questore ha sottolineato la complessità tecnica e umana dietro un’inchiesta di tale portata. Pur ribadendo il principio della presunzione di innocenza – ricordando che la responsabilità degli indagati sarà vagliata nelle opportune sedi processuali – Ruperti ha esaltato l’elevato profilo professionale e la meticolosità dimostrata dagli operatori in ogni fase, dal pedinamento tecnico alla gestione dell’ordine pubblico durante il blitz. “Questo risultato – è stato evidenziato – conferma l’importanza vitale della sinergia operativa tra le diverse articolazioni della Polizia di Stato”. Un lavoro corale che, sotto la guida dell’Autorità giudiziaria, ha permesso di chiudere il cerchio su un’indagine brillante, curata nei minimi dettagli anche nella fase esecutiva.
Dedizione al servizio della collettività
Oltre ai meriti operativi, Ruperti ha messo l’accento sul valore umano del servizio: lo spirito di sacrificio di chi sceglie di operare in prima linea in una provincia difficile. Il questore ha concluso manifestando la propria certezza che la dedizione mostrata in questa occasione rimarrà la cifra distintiva di tutta la Polizia di Stato vibonese, impegnata quotidianamente nel presidio di legalità a tutela dei cittadini.


