Non una semplice protesta, ma un segnale forte che attraversa la Calabria da nord a sud. Oggi le vie di Tropea si sono riempite di centinaia di persone scese in piazza per difendere il proprio ospedale e rivendicare con forza il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione. La manifestazione ha visto la partecipazione di associazioni, comitati civici, studenti e una rappresentanza di sindaci del territorio, uniti in un unico fronte per denunciare le criticità della sanità locale e regionale, in particolare nel Vibonese.
Il corteo ha attraversato il centro cittadino tra striscioni e interventi, trasformando la “perla del Tirreno” in un simbolo di mobilitazione civile. Al centro delle rivendicazioni la richiesta di garantire servizi sanitari adeguati, personale sufficiente e il pieno funzionamento delle strutture ospedaliere. La sanità calabrese, e in particolare quella vibonese, resta infatti segnata da problemi strutturali e carenze ormai croniche. Una situazione che, secondo i manifestanti, non può più attendere e necessita di risposte immediate e interventi concreti da parte delle istituzioni.
Nel corso della giornata non sono mancati interventi e testimonianze dal palco, con la richiesta condivisa di invertire una tendenza che da anni mette in difficoltà cittadini e territori. La mobilitazione di Tropea si inserisce così in un quadro più ampio di protesta e partecipazione civica, che continua a chiedere con forza una sanità più efficiente, vicina ai bisogni reali delle comunità.


