Leggo Sergio Dragone (giornalista e intellettuale) su Catanzaro Informa e il confronto con altri territori calabresi è inevitabile. Lui vorrebbe assegnare lo scettro dell’immobilismo a Catanzaro. Io dissento. Ritengo che il primato spetti a Vibo Valentia. Una città ferma, senza visione e senza capacità di trasformare risorse in sviluppo. Eppure è attraversata dall’autostrada del turismo che corre tra Pizzo – Tropea – Capo Vaticano, ma non riesce nemmeno a intercettarne i benefici. Vibo Marina, con il suo porto, dovrebbe essere il cuore della costa e invece è diventata marginale e insignificante.
Il litorale vive nel degrado mentre la politica rincorre emergenze minime. Gli investimenti non mancherebbero, ma vengono frenati da burocrazia e incertezza amministrativa. Manca una classe dirigente capace, composta da amministratori, consiglieri e parlamentari senza visione né capacità di incidere. Insieme a loro, una macchina burocratica che non governa i processi, ma li blocca, condannando il territorio all’immobilismo.
Il litorale vive nel degrado mentre la politica rincorre emergenze minime. Gli investimenti non mancherebbero, ma vengono frenati da burocrazia e incertezza amministrativa. Manca una classe dirigente capace, composta da amministratori, consiglieri e parlamentari senza visione né capacità di incidere. Insieme a loro, una macchina burocratica che non governa i processi, ma li blocca, condannando il territorio all’immobilismo.


