Incidente mortale sul lavoro ad Anoia, Uil e Feneal Uil Calabria: “Non è fatalità, è un sistema che non protegge abbastanza”

I rappresentanti sindacali parlano di un "problema è strutturale che non si risolve con il cordoglio istituzionale ma con più ispezioni, più prevenzione e più risorse"

“L’ennesima morte bianca riporta tragicamente al centro il tema della sicurezza sul lavoro”. È quanto affermano in una nota Mariaelena Senese, segretaria generale Uil Calabria, e Giacomo Maccarone, segretario regionale Feneal Uil dopo l’incidente mortale avvenuto ad Anoia Superiore nella giornata di ieri. In attesa che siano chiare le condizioni in cui è maturato l’incidente, per Senese e Maccarone “ogni morte sul lavoro impone una riflessione che non ammette scorciatoie né può essere liquidata con la semplice fatalità”.

Numeri

L’ennesimo infortunio mortale avviene nel settore delle costruzioni. Non è una coincidenza: è una tendenza documentata dai dati. I numeri Inail elaborati dalla UIL dicono che nel 2024 quello delle costruzioni è stato il settore con il maggior numero di morti nella Gestione Industria e Servizi in Calabria (5 decessi su 17, il 29,4% del totale). L’artigianato nel comparto edilizio concentra il 60% dei morti di tutto il comparto artigiano. Sono le imprese piccole, i cantieri minori, quelli dove la cultura della prevenzione fatica a radicarsi e ci sarebbe bisogno di più controlli: “Il problema è strutturale – aggiungono i due segretari – che non si risolve con il cordoglio istituzionale ma con più ispezioni, più prevenzione, più risorse”.

Nel 2024 la regione ha contato 8.923 denunce e 30 morti. Nello stesso anno, la media regionale di risorse destinate dalle Asl calabresi ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro si è fermato allo 0,82% della spesa sanitaria totale. Un dato doppio rispetto alla media nazionale – che si attesta allo 0,40% – eppure la regione registra una crescita degli infortuni superiore alla media nazionale nel 2026: “Il problema non è solo la quantità delle risorse, ma la loro distribuzione e l’assenza totale in province ad alto rischio. L’aumento degli infortuni in itinere, poi, non è un fenomeno isolato: è la conseguenza misurabile di un sistema di mobilità che scarica sui lavoratori i costi di infrastrutture inadeguate”, spiegano i segretari.

Non messaggi di vicinanza ma atti concreti

“Ogni volta che accade una tragedia come questa – hanno concluso Senese e Maccarone -, si aprono tavoli e si esprimono vicinanze. UIL Calabria e Feneal Uil Calabria chiedono invece atti concreti, tempi certi, risorse reali. Perché i lavoratori calabresi non hanno bisogno di essere commemorati. Hanno bisogno di tornare a casa”. UIL Calabria e Feneal Uil Calabria esprimono il proprio cordoglio alla famiglia del lavoratore.

Tragedia sul lavoro ad Anoia: operaio cade dal tetto e muore

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