Si è conclusa sabato 16 maggio la quarta edizione del “Severe Asthma”, il convegno interamente dedicato all’asma e all’asma severa. L’evento è stato organizzato dal Dott. Salvatore Lombardo, responsabile dell’ambulatorio per le forme di asma grave dell’ospedale di Lamezia Terme. Quest’anno la manifestazione si è svolta a Tropea, una scelta mirata a sottolineare il respiro regionale di un appuntamento diventato ormai un punto di riferimento fisso per i maggiori esperti della patologia attivi nei diversi centri della Calabria.
Il punto sulle terapie biologiche
La giornata di lavori ha offerto l’occasione per fare il punto sulle terapie biologiche attualmente in uso e sui risultati finora raggiunti. Al dibattito hanno preso parte i responsabili dei principali centri del territorio: la dott.ssa A. Cancelliere e il dott. R. Fasano per il centro di Chiaravalle, il dott. S. Tripodi per il centro di Reggio Calabria, la dott.ssa M. Giancotta della Asp di Cosenza e, naturalmente, il dott. S. Lombardo per il centro di Lamezia Terme.
L’apporto della ricerca e gli altri interventi
Il convegno ha visto l’importante contributo scientifico dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, grazie alle relazioni del prof. G. Pelaia, figura di rilievo nazionale e internazionale nell’ambito della ricerca sull’asma. Nel corso dell’incontro sono stati approfonditi anche altri temi cruciali per la gestione della patologia: il dott. G. Bava ha relazionato sulla poliposi nasale, il dott. A. Capano ha trattato il ruolo della medicina del territorio, mentre il dott. G. Barbuto di Vibo Valentia ha illustrato le linee guida vigenti.
Cresce l’interesse del settore sanitario
I lavori sono stati presieduti dal dott. P. Gambardella, attuale primario del reparto di Pneumologia, e dal dott. M. Calderazzo, precedente primario dello stesso reparto, il quale, insieme al dott. Lombardo, è stato ideatore e promotore di questa iniziativa congressuale fin dalla sua prima edizione. L’evento ha riscosso un grande apprezzamento da parte dei presenti, tra cui pneumologi, medici di medicina generale e infermieri provenienti dal lametino, dal vibonese e dal basso tirreno cosentino. Una fitta partecipazione che dimostra quanto sia cresciuto l’interesse e l’attenzione verso una patologia che resta, ancora oggi, ampiamente sottodiagnosticata.



