“La libertà non ha pizzo”, le scuole del Vibonese colorano il 23 maggio nel segno della legalità e del consumo critico

Istituti della provincia mobilitati nell'anniversario della strage di Capaci. Lenzuoli colorati e messaggi contro il racket. All'appello aderisce anche il Comune di Vibo: la solidarietà di Libera dopo la recente intimidazione al dirigente Nocita

Sulle facciate e agli ingressi degli istituti scolastici sono stati affissi i lenzuoli con i colori di Libera e la scritta “La libertà non ha pizzo”. Lo slogan riprende la campagna regionale di Libera Calabria dedicata al consumo critico e al sostegno all’impresa sana. Si tratta di un’iniziativa che si rivolge direttamente al tessuto economico, offrendo vicinanza e supporto concreto a quegli imprenditori e commercianti che subiscono il racket, che hanno avuto il coraggio di opporsi alle intimidazioni e che scelgono la strada della trasparenza. Attraverso questo messaggio, i giovani hanno voluto ribadire che ogni scelta d’acquisto è un atto morale e politico, capace di soffocare la criminalità e difendere la libertà di fare impresa sul territorio.

La valenza di questo gesto simbolico è importantissima per la nostra comunità. Non si è trattato di una semplice esposizione, ma del coronamento di un percorso didattico e civile: gli studenti, insieme al corpo docenti, hanno lavorato all’elaborazione e alla riflessione sui contenuti dello striscione. Un’attività che non ha significato “saltare giorni di scuola”, ma fare scuola nel senso più alto del termine, dando una lezione di cittadinanza a tutti e tutte noi. Dalle mura degli edifici scolastici è uscito così un messaggio potente e trasversale rivolto all’intera città: la cultura è più forte della paura e la comunità è schierata per la libertà.

L’elenco degli istituti

Gli istituti del territorio che hanno aderito colorando il Vibonese di dignità sono il Convitto Filangeri di Vibo Valentia, l’IC di Vallelonga, l’Istituto Istruzione Superiore “Einaudi” di Serra San Bruno, l’Istituto Istruzione Superiore ITG, ITI e ITE di Vibo Valentia, il Liceo Artistico “D. Colao” di Vibo Valentia, il Liceo Classico “Galluppi” di Tropea, l’Istituto di Istruzione Superiore Alberghiero “Gagliardi” di Vibo Valentia, la Scuola Secondaria di Limbadi, la Scuola Primaria di Pernocari, la Scuola Primaria di San Calogero, la Scuola Secondaria “Buccarelli” di Vibo Valentia, la Scuola Secondaria di Rombiolo, la Scuola Secondaria di Acquaro, la Scuola Secondaria di Jonadi (I.C. San Costantino Calabro – Mileto), la Scuola Secondaria di Sorianello, la Scuola Secondaria di Soriano, la Scuola Secondaria di Gerocarne e la SSG “Anile” Pizzo Calabro.

La risposta delle istituzioni e la solidarietà al Comune

All’appello ha deciso di rispondere positivamente anche il Comune di Vibo Valentia, unendosi simbolicamente alla protesta civile delle scuole. Una risposta necessaria e dal forte valore politico e sociale in un territorio purtroppo teatro, anche di recente, di innumerevoli e reiterati atti intimidatori. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, ha colpito direttamente il personale dell’ente con l’ennesima intimidazione rivolta al dirigente Nocita. A lui, e a tutti i dipendenti comunali che operano sotto pressione, Libera Vibo Valentia ha espresso la più totale e ferma solidarietà, ribadendo che davanti alla prepotenza criminale non è tempo di rassegnazione né di silenzi. La scuola c’è, la società civile risponde: la libertà non ha pizzo.

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