Il gruppo dei Democratici e Riformisti del Comune di Vibo Valentia, guidato da Alessandra Grimaldi, interviene sul nuovo episodio intimidatorio che ha colpito il dirigente comunale Andrea Nocita, al quale nei giorni scorsi è stata incendiata l’automobile nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo. Nel documento diffuso alla stampa il gruppo consiliare esprime “la più totale, convinta e affettuosa solidarietà all’uomo e al professionista”, spiegando di avere scelto di non intervenire immediatamente “per far precedere la parola a una riflessione profonda e dolorosa su quanto accaduto”.
“Non è più solo cronaca”
Secondo i Democratici e Riformisti, il nuovo episodio non può essere ridotto a un semplice fatto di cronaca, soprattutto alla luce della precedente aggressione subita dallo stesso dirigente nello stesso luogo e a distanza di pochi giorni. “Chi si muove nell’illegalità ha colpito lo stesso uomo e nello stesso luogo”, sottolineano, parlando apertamente di “grave segnale d’allarme” e di una vicenda che apre “tanti interrogativi”. Il gruppo evidenzia anche il rischio che il dibattito pubblico finisca schiacciato su dichiarazioni e consigli comunali senza arrivare al cuore del problema.
“Vibo non può diventare questa”
Nel documento viene ribadita la volontà di respingere l’immagine di una città dominata dalla paura e dalle intimidazioni. “Siamo convinti che Vibo Valentia non sia questa”, scrivono i Democratici e Riformisti, pur ammettendo che oggi la città “corre concretamente questo rischio drammatico”. Da qui l’appello alle istituzioni e alle articolazioni dello Stato impegnate sul fronte della sicurezza e della legalità, affinché arrivi una risposta “rapida” e concreta.
“Nessuno deve sentirsi solo”
Nella parte finale della nota, il gruppo guidato da Alessandra Grimaldi insiste sulla necessità di tutelare chi opera all’interno della pubblica amministrazione. “Respingiamo con fermezza l’idea che chi fa il proprio lavoro con onestà possa essere lasciato solo”, si legge ancora nel documento. Un passaggio che richiama direttamente il clima di tensione che si respira dentro Palazzo Luigi Razza dopo i recenti episodi intimidatori e che si chiude con una frase forte: “Nessuno deve rischiare di diventare il prossimo Andrea Nocita di turno”.



