Gioco d’azzardo in Calabria, un abisso da 6,1 miliardi: spesi oltre 2.400 euro a testa

I dati, che fanno riferimento alla quarta edizione del “Libro nero sull’azzardo”, inseriscono le province di Reggio e Vibo nella top ten nazionale per volume di giocate online pro capite nella fascia d'età 18-74 anni
gioco d'azzardo

Il gioco d’azzardo in Calabria si conferma un’emergenza sociale tanto grave quanto profondamente sottovalutata, capace di registrare numeri impressionanti che colpiscono in modo trasversale l’intero territorio. Secondo quanto riportato da una dettagliata analisi della Gazzetta del Sud in edicola oggi, basata sulla quarta edizione del “Libro nero sull’azzardo”, intitolato significativamente “Lo Stato perdente” – rapporto annuale realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon (Istituto studi sul consumo), in collaborazione con Federconsumatori Modena –, la regione si colloca al terzo posto in Italia per volume di giocate online pro-capite nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 74 anni. Un business colossale che vede letteralmente “volatilizzarsi” la cifra monstre di 6,1 miliardi di euro complessivi sul territorio calabrese.

Realtà che fa paura

I dati analizzati nel dossier, che richiama espressamente anche il concetto di “Azzardomafie” di Libera, svelano una realtà spaventosa in cui l’unica entità a vincere stabilmente è l’impresa del settore, capace di accumulare milioni di euro, a fronte di “giocatori” e di uno Stato le cui finanze e bilanci sociali chiudono inevitabilmente in negativo. Se si considera la sola modalità online, la spesa “virtuale” per ogni singolo residente in Calabria – includendo nel calcolo statistico persino i neonati – ammonta alla cifra di 2.436 euro all’anno. La Calabria si posiziona così subito dietro alla Campania (prima con 2.527 euro pro-capite) e alla Sicilia (seconda con 2.472 euro).

All’interno del panorama regionale, la penetrazione del fenomeno mostra picchi preoccupanti soprattutto nelle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, entrambe inserite nella top ten dei territori più feriti a livello nazionale per giocate online pro-capite. Guardando invece alla classifica complessiva in termini assoluti (che somma il comparto fisico e quello da remoto), è la provincia di Cosenza a guidare la graduatoria calabrese con ben 2,1 miliardi di euro “giocati”. Seguono la provincia di Reggio Calabria con 1,8 miliardi, Catanzaro con poco più di un miliardo, Crotone con 527 mila euro e infine Vibo Valentia con 522 mila euro.

Maglia nera anche per Vibo

I valori cambiano sensibilmente quando si rapporta la raccolta alla popolazione residente, evidenziando la reale densità del fenomeno nei singoli territori. Nella classifica della raccolta pro-capite, la provincia di Reggio Calabria balza al primo posto con 4.318 euro a testa. Seguono a stretto giro Vibo Valentia con 4.096 euro, Crotone con 3.882 euro, Cosenza con 3.794 euro e Catanzaro con 3.778 euro. Un trend in crescita costante nell’ultimo quinquennio a livello regionale, trainato soprattutto dall’azzardo da remoto, passato da una raccolta di 189 milioni di euro nel 2021 a 198 milioni nel 2022, per poi impennarsi a 210 milioni nel 2023, 239 milioni nel 2024 fino ai 264 milioni del 2025.

L’approfondimento giornalistico della Gazzetta del Sud mette in luce anche la mappa dei singoli comuni oltre i 10 mila residenti più colpiti dal gioco online. Per la provincia di Reggio Calabria citati Melito Porto Salvo, Rosarno e Gioia Tauro, oltre allo stesso capoluogo reggino. Nel Vibonese spicca il dato di Vibo Valentia; nel Crotonese è Cirò Marina a segnalarsi oltre al capoluogo Crotone. La provincia di Cosenza, pur restando fuori da questa specifica “zona rossa”, vede citato il comune di Rende per la forte variazione dell’azzardo online, avendo registrato un incremento della raccolta pari a +54,1 milioni di euro.

Lo stretto legame tra azzardo e ‘ndrangheta

L’aspetto più inquietante e d’impatto emerso dal Libro Nero riguarda lo stretto legame tra azzardo e ‘ndrangheta. Esiste una sovrapposizione quasi perfetta tra le anomalie del gioco online e le aree caratterizzate da profonde criticità legate alla legalità. L’inchiesta evidenzia come, nei primi cento comuni italiani per intensità di gioco online (nella fascia tra i 10 mila e i 20 mila abitanti), figurino moltissimi enti i cui Consigli comunali sono stati sciolti negli ultimi decenni per infiltrazioni o condizionamenti di tipo mafioso, o che ospitano beni confiscati alla criminalità organizzata. Tra questi, non mancano i centri calabresi come Cassano all’Ionio, Scalea, Rosarno e Reggio Calabria.

Il rapporto lancia un monito: i volumi finanziari investiti nelle piattaforme da remoto si intrecciano direttamente con l’intensità delle attività della malavita organizzata. Diventa quindi urgente e prioritario svelare l’origine di queste ingenti risorse economiche “investite” nell’azzardo con evidenti finalità di riciclaggio e controllo, una piaga profonda che – come conclude il Libro Nero – continua a bussare con forza alle coscienze di tutti, nessuno escluso.

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