Si è svolto questa mattina l’incontro tra i vertici sindacali calabresi e l’assessore regionale alle Politiche attive per il Lavoro, Giovanni Calabrese. Al tavolo hanno preso parte i segretari generali Giuseppe Lavia (Cisl) e Mariaelena Senese (Uil), il segretario regionale Luigi Veraldi (Cgil) e i segretari di categoria Ivan Ferraro (Nidil-Cgil), Bruno Schipano (Fp-Cgil), Gianni Tripoli (Felsa-Cisl), Giuseppe Spinelli (Fp-Cisl) e Walter Bloise (UilFp). L’obiettivo del confronto era verificare lo stato dell’arte delle iniziative regionali destinate ai circa 900 Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) attualmente esclusi dai processi di stabilizzazione.
Misure di sostegno e iter amministrativo per i TIS
Il focus principale della riunione ha riguardato l’attivazione urgente di misure di sostegno al reddito a beneficio di tutti i tirocinanti interessati, interventi che erano già stati annunciati all’inizio del mese di maggio in un precedente incontro. Dal vertice odierno sono emersi alcuni progressi sul fronte dell’iter burocratico. I rappresentanti sindacali hanno espresso la propria posizione attraverso una nota congiunta:
“Prendiamo atto del lavoro che l’Assessorato sta portando avanti. Nel dare ampia disponibilità al dialogo costruttivo, e rimanendo fermo lo stato di agitazione, auspichiamo che si arrivi in tempi brevi alla definizione degli atti amministrativi vincolanti. Per questo motivo, l’attenzione continuerà a essere alta e il tema sarà nuovamente affrontato in un incontro di aggiornamento previsto tra pochi giorni”.
Il nodo ex Lsu/Lpu e il bacino del precariato
Oltre alla vertenza TIS, le parti hanno affrontato la situazione dei lavoratori ex Lsu/Lpu e del restante bacino del precariato. Su questo punto, i sindacati hanno formulato una richiesta specifica all’Assessorato: la produzione, in vista del prossimo incontro, di tutti i dati e le informazioni necessari per elaborare proposte mirate all’utilizzo delle economie del 2025 e di quelle in via di definizione per il primo semestre del 2026. L’obiettivo delle sigle sindacali è ottenere una redistribuzione di tali risorse a favore dei lavoratori del bacino, da attuare secondo precisi criteri di equità.



