Strage dei braccianti ad Amendolara: i due accusati non rispondono al gip, attesa la decisione su eventuali misure cautelari

I difensori si sono opposti alla custodia in carcere chiedendo misure meno restrittive, mentre il pm ha espresso forte rammarico per la diffusione illecita in rete del video secretato che ritrae i momenti precedenti all'incendio dell'auto

Si è riservato la decisione il gip di Castrovillari al termine dell’udienza nei confronti di Safeer Ahmed e Ali Raza, i due pachistani accusati di essere gli autori della strage dei braccianti di Amendolara. I due, come avevano annunciato i legali Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. “Sono sereni come lo si può essere in circostanze del genere” hanno sottolineato gli avvocati che si sono opposti alla richiesta di misura cautelare avanzata dalla dm Roberta Bello.

“Non ci sono tutti i presupposti per come li ha chiesti il pubblico ministero. Sulle esigenze cautelari – hanno affermato – abbiamo pensato che potrebbero esserci anche misure meno gravi per assicurare le esigenze del processo”. Gli avvocati, che ancora non hanno parlato con i loro assistiti, hanno riferito che il pm “si è rammaricato per il fatto che sia stato divulgato, non si sa come, il video in rete (quello in cui si vedono gli instanti prima che l’auto prenda fuoco, ndr), perché era un atto secretato che non doveva comparire in questa maniera”.

E ai cronisti che chiedevano se la difesa stesse pensando di chiedere una perizia psichiatrica per i due, i legali si sono limitati a sottolineare che al momento “Non conosciamo ancora gli atti. Domani faremo la richiesta e poi sapremo qualcosa di più. Stasera c’è il conferimento dell’incarico al perito per l’autopsia. Non sappiamo ancora quando sarà fatta”.

L’avvocato Giovanni Brandi Cordasco Salmena ha poi raccontato che uno dei due ha un ematoma su un’occhio che aveva anche prima dell’arresto. (Ansa)

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