Fondi persi a Spadola? Il sindaco Rosso e l’Amministrazione chiariscono: “Solo falsità, la minoranza non si presenta in Consiglio”

La squadra di governo difende la regolarità dei progetti per la zona rossa e attacca: "L'opposizione non ha partecipato nemmeno al Rendiconto di Gestione 2025. Un'assenza che lascia perplessi"

“Quando la contestazione politica abbandona il terreno dei fatti e si fonda su accuse prive di riscontro, è doveroso ristabilire la verità”. Con questa premessa, il sindaco di Spadola Antonio Maria Rosso e l’Amministrazione comunale da lui guidata replicano al gruppo di minoranza “Insieme per Spadola”, protagonista di un comportamento definito come una vera e propria “brutta figura”: prima le accuse a mezzo stampa, poi l’assenza totale nell’aula consiliare.

Le accuse della minoranza e la “smentita dei fatti”

Il caso era scoppiato lo scorso 9 maggio, a seguito di un articolo apparso sulla stampa in cui l’opposizione accusava l’Amministrazione comunale di aver perso importanti finanziamenti per la mitigazione del rischio idraulico a causa di “superficialità, immobilismo e incapacità amministrativa”. Tuttavia, quando la questione è stata portata nella sede istituzionale per eccellenza – il Consiglio comunale riunito lo scorso 1° giugno – per fornire pubblicamente dati, documenti e spiegazioni ufficiali, la minoranza “ha deciso di non presentarsi”. Questo, per la maggioranza, rappresenta il “fatto politico più rilevante emerso dalla seduta”.

A giudizio dell’Amministrazione, “la realtà dei fatti, carte alla mano, si è dimostrata molto diversa dalle tesi dell’opposizione, che attribuiva all’esecutivo responsabilità dirette per la mancata assegnazione delle risorse. A differenza di quanto sostenuto dalla minoranza, il Comune di Spadola figura regolarmente nell’elenco delle richieste presentate. Nello specifico, sono state prodotte due distinte domande di finanziamento: una per 600.000 euro e una per 400.000 euro, per interventi finalizzati alla rimozione della zona rossa all’interno del territorio comunale”.

I precedenti: l’approvazione all’unanimità in aula

La squadra di governo ricostruisce l’iter cronologico della vicenda per dimostrare la trasparenza dell’azione amministrativa: “Il 12 settembre 2025 la Giunta comunale approva le relative delibere (la n. 41 e la n. 42), pubblicate all’Albo Pretorio e regolarmente comunicate ai capigruppo consiliari sia di maggioranza che di minoranza; il 25 marzo 2026 il Consiglio comunale si occupa del Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2026-2028. Durante la seduta si discute proprio di questi interventi, chiarendo che si trattava di nuove progettazioni finalizzate alla riperimetrazione della zona rossa e alla riduzione del rischio idraulico. Al termine della discussione, il Programma viene approvato all’unanimità, con il voto favorevole degli stessi consiglieri di minoranza presenti (Piromalli e Filardo)”.

Una circostanza, quest’ultima, che – a giudizio dell’Amministrazione – “rende le successive accuse della minoranza quantomeno incomprensibili, considerato che gli interventi contestati erano stati pubblicamente illustrati, discussi e approvati dagli stessi consiglieri che poi ne hanno messo in dubbio l’esistenza o la gestione”.

I criteri del bando: Spadola penalizzata dal bilancio positivo

Il sindaco Rosso e i componenti dell’Amministrazione comunale proseguono: “Per dare una risposta istituzionale, era stato convocato il Consiglio comunale del 1° giugno con un punto ad hoc relativo alle comunicazioni del sindaco in ordine ai finanziamenti per la mitigazione del rischio idraulico. L’assenza della minoranza è risultata indubbiamente significativa proprio nel momento in cui il sindaco ha fornito pubblicamente le prove della presentazione delle due richieste per complessivi un milione di euro, spiegando che l’esclusione del Comune non è derivata da carenze progettuali o da omissioni”.

Per la maggioranza, “si tratta infatti di un finanziamento alimentato dai Fondi di Coesione, risorse destinate a sostenere gli enti con maggiori difficoltà finanziarie. L’assegnazione non avviene sulla base della qualità del progetto, bensì attraverso criteri oggettivi fondati sui dati di bilancio degli enti richiedenti (nello specifico, il rapporto tra il risultato di amministrazione e le entrate dei primi cinque titoli del bilancio riferiti all’esercizio 2024)”.

Il Comune di Spadola, grazie a una “situazione finanziaria complessivamente equilibrata”, presentava un indice pari al 5,39%, mentre l’ultimo Comune italiano ammesso al finanziamento mostrava un indice del 5,13%. “Paradossalmente – sostengono i componenti dell’Amministrazione – è stata proprio la buona salute dei conti comunali a collocare Spadola fuori dalla graduatoria utile. Ricordiamo inoltre che nel 2024, per gran parte dell’anno, il ruolo di sindaco era ricoperto proprio dal consigliere Piromalli — il quale oggi si vanta dell’efficienza della sua Amministrazione (mentre l’attuale sindaco era all’epoca assessore al Bilancio) — ma omette di considerare che proprio quei dati di bilancio positivi hanno penalizzato l’ente”.

La dura critica della maggioranza e l’invito al dialogo

Mentre esprime “soddisfazione” e augura “buon lavoro ai Comuni del territorio che hanno ottenuto il finanziamento”, l’Amministrazione Rosso dichiara “inaccettabile il tentativo di trasformare un’esclusione dettata da parametri oggettivi in una presunta prova di incapacità amministrativa”. Inoltre, viene giudicato “ancora meno accettabile il fatto che chi formula accuse così gravi scelga poi di sottrarsi al confronto pubblico”.

Lo stupore aumenta dinanzi al fatto che i consiglieri che hanno definito l’attuale Amministrazione come “la peggiore degli ultimi trent’anni” abbiano deciso di “non partecipare neppure alla seduta dedicata all’approvazione del Rendiconto di Gestione 2025, il documento cardine per valutare lo stato di salute dell’ente. Essere assenti è una scelta che lascia perplessi – rimarcano i vertici dell’ente – perché chi è convinto delle proprie ragioni normalmente le difende nelle sedi istituzionali. Noi continuiamo a ritenere che il luogo del confronto sia il Consiglio Comunale. È lì che si discutono gli atti, si verificano i fatti e si assumono responsabilità davanti ai cittadini. Mentre le polemiche passano, i verbali restano e raccontano una storia molto diversa”.

In conclusione, il sindaco Rosso e componenti della squadra da lui guidata precisano che “saranno i cittadini a decidere se l’Amministrazione sia fallimentare o meno, e non chi, colto in fallo, diserta i lavori dimostrando mancanza di rispetto per il ruolo affidatogli dagli elettori”. Il sindaco e la maggioranza comunale invitano infine la minoranza a un “confronto serio e documentato nelle sedi opportune”, confermando l’impegno a “lavorare con serietà per la comunità, mettendo, come sempre, ‘Prima Spadola’”.

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