Diventa subito un caso politico lo scontro sul progetto del nuovo Acquario di Vibo Marina. Alle perplessità sollevate da Forza Italia risponde l’Amministrazione comunale, evidenziando una “forte contraddizione politica”: molte delle questioni oggi contestate dalla minoranza di centrodestra “riguardano aspetti che la stessa area politica aveva già affrontato, condiviso o sostenuto quando si trovava alla guida del Comune”.
“L’Acquario è più attrattivo del Museo della Dieta Mediterranea”
Dalla maggioranza di palazzo Luigi Razza rivendicata la scelta strategica della nuova opera, finanziata con 8 milioni di euro. “Partiamo da un dato politico semplice: riteniamo che un acquario realizzato in una città di mare, affacciata sul porto e al centro di una straordinaria area costiera, sia certamente più attrattivo e coerente con la vocazione turistica del territorio rispetto a un Museo della Dieta Mediterranea”, si legge nella nota. L’obiettivo non è sminuire il valore della dieta mediterranea, quanto prendere atto che l’acquario è una struttura capace di destagionalizzare i flussi, attirando visitatori, scolaresche e famiglie tutto l’anno, con un chiaro indotto per il commercio e la ricettività locale.
L’attacco sulle stime dei visitatori e sulla sicurezza
La replica entra poi nel dettaglio tecnico delle accuse di Forza Italia, a partire dal numero di visitatori previsti, giudicato oggi irrealistico dall’opposizione. La maggioranza ricorda che quelle stime “sono sostanzialmente le stesse indicate nel precedente progetto del Museo della Dieta Mediterranea”, un’opera seguita in prima persona dall’allora assessore ai Lavori Pubblici, l’architetto Corrado, che oggi siede proprio tra i banchi di Forza Italia. “Evidentemente quei numeri erano credibili quando utilizzati dalla loro amministrazione, mentre diventano improvvisamente irrealistici oggi che il progetto è stato trasformato in un acquario”.
Identico discorso applicato ai dubbi sulla sicurezza per la vicinanza ai depositi costieri di carburante. I criteri e le prescrizioni dei piani di emergenza esterna erano i medesimi anche quando il centrodestra promuoveva il museo nella stessa identica area, dato che i depositi petroliferi non sono comparsi negli ultimi mesi. Se oggi ci sono criticità insormontabili, si chiede la maggioranza, “sarebbe interessante capire perché queste non siano mai state considerate tali quando il progetto portava una diversa denominazione”.
Il nodo bonifiche e la barriera soffolta per la costa
Il comunicato fa chiarezza anche sui tempi e sui dettagli tecnici dell’intervento. Il piano di caratterizzazione e messa in sicurezza dell’area era stato presentato dalla società già nel 2021, ma per anni la precedente amministrazione non ha impresso accelerazioni. L’attuale esecutivo, invece, ha affrontato la questione verificando la compatibilità tecnica.
Inoltre, evidenziato un elemento che Forza Italia avrebbe omesso: il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) prevede la realizzazione di una barriera soffolta del valore di circa un milione di euro, pensata per mitigare gli effetti delle mareggiate invernali e proteggere la costa. A differenza del vecchio progetto del museo, che occupava l’intero comparto, i rilievi piezometrici effettuati per l’Acquario hanno permesso di individuare le porzioni di area non interessate dalle problematiche di bonifica, ed è proprio su quelle zone sicure che sorgerà la nuova struttura.
L’affondo finale di Silvio Pisani
Sulla vicenda è intervenuto direttamente il Consigliere del Movimento 5 Stelle delegato al porto, Silvio Pisani, che ha commentato con durezza il cambio di rotta dell’opposizione:
“Fa sorridere che oggi si sollevino dubbi sulla sicurezza, sulla bonifica e sulla sostenibilità di un progetto che occupa una porzione più limitata dell’area rispetto a quello sostenuto dalla precedente amministrazione. La differenza è che oggi, oltre alle verifiche tecniche già effettuate, esistono interventi concreti di messa in sicurezza e persino una barriera soffolta per proteggere la costa. Evidentemente, ciò che ieri era considerato un’opportunità strategica per Vibo Marina, oggi diventa un problema soltanto perché qualcuno ha cambiato posto in Consiglio comunale.”
La maggioranza conclude ribadendo la volontà di trasformare il finanziamento da 8 milioni in un’opportunità concreta di sviluppo e occupazione, rimandando il giudizio ai cittadini: “Sapranno valutare chi sta costruendo il futuro e chi, invece, sta semplicemente cercando di riscrivere il passato”.



