Il Movimento 5 Stelle torna a radicare la propria azione sul territorio vibonese e lo fa promuovendo la sua seconda assemblea provinciale. L’appuntamento ha registrato un’ampia partecipazione, vedendo seduti allo stesso tavolo associazioni di categoria, rappresentanti del mondo del volontariato e sindaci provenienti da schieramenti politici diversi. Un segnale preciso da parte dei pentastellati, intenzionati ad aprire il confronto senza steccati ideologici per raccogliere le istanze di una provincia che da troppo tempo attende risposte concrete.
L’analisi del momento politico
L’iniziativa si colloca in un momento particolare per il Movimento. Nonostante l’impegno profuso sui territori e una presenza costante nelle battaglie sociali, i sondaggi nazionali continuano a registrare un calo dei consensi. Una situazione che i rappresentanti locali del M5S non nascondono, ma che ritengono possa essere affrontata e superata solo tornando tra la gente e ascoltando chi vive quotidianamente i problemi reali delle comunità.
Le emergenze sul tavolo: sanità e trasporti
E di criticità, nel Vibonese, l’assemblea ne ha fotografate molte. La sanità si conferma la ferita più aperta del territorio: ospedali in netta difficoltà, una cronica carenza di personale, liste d’attesa interminabili e cittadini costretti sempre più spesso a spostarsi fuori regione per poter accedere alle cure.
Accanto all’emergenza sanitaria, restano centrali i nodi legati alle infrastrutture e ai trasporti. Viene lamentata l’alta velocità ferroviaria, che collegando il Nord Italia interrompe la sua corsa a Salerno, così come la totale assenza di collegamenti diretti dall’aeroporto internazionale di Lamezia Terme verso le principali località turistiche della provincia.
Il ruolo del volontariato
Ampio spazio è stato dedicato al mondo del volontariato, che nel Vibonese rappresenta spesso l’unica risposta immediata ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione. Da parte delle associazioni è arrivata una richiesta chiara: maggiore sostegno e un dialogo più costante con una classe dirigente spesso percepita come assente.
L’assemblea si è conclusa con l’auspicio di trasformare questo momento di ascolto in soluzioni concrete per intercettare le necessità di un elettorato sempre più disilluso. In una provincia storicamente penalizzata da ritardi e promesse mancate, la richiesta dei cittadini resta una sola: meno parole e più risultati.



