Grano Rosìa, fronte comune contro il maxi fotovoltaico nella Piana degli Scrisi (video)

Gal Terre Vibonesi (Vitaliano Papillo) e Distretto del Cibo (Luisa Caronte) si schierano con i contadini di Maierato: "La transizione energetica non cancelli biodiversità, agricoltura e identità del territorio"

La mobilitazione contro il progetto del mega impianto fotovoltaico “Pizzo-Vinci” si allarga e assume sempre più i contorni di un fronte compatto del territorio. Dopo la presa di posizione dell’Associazione Contadini di Maierato, anche il Gal Terre Vibonesi e il Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese scendono in campo per chiedere lo stop a un intervento che, secondo il progetto depositato in Regione Calabria, interesserebbe oltre 73 ettari nella Piana degli Scrisi, tra i comuni di Pizzo e Maierato, con l’installazione di più di 61 mila pannelli fotovoltaici destinati a una produzione di energia elettrica nell’ordine di circa 50 megawatt di potenza, sufficiente ad alimentare decine di migliaia di abitazioni.

Le due realtà territoriali non contestano il principio della transizione energetica, ma denunciano quella che definiscono una scelta profondamente sbagliata nella localizzazione dell’impianto, destinato a sorgere proprio nell’area che custodisce il grano antico Rosìa, riconosciuto poche settimane fa dal Ministero dell’Agricoltura tra le varietà italiane da conservazione, già inserito nel Registro regionale della Biodiversità e candidato a diventare presidio Slow Food.

“Così si cancella un patrimonio costruito in generazioni”

Il presidente del Gal Terre Vibonesi, Vitaliano Papillo, parla di una prospettiva che rischia di compromettere anni di lavoro per valorizzare un prodotto identitario diventato simbolo di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla qualità, sulla biodiversità e sull’agricoltura sostenibile.

Secondo Papillo, sarebbe incomprensibile che proprio nel momento in cui il grano Rosìa ottiene il più importante riconoscimento istituzionale arrivi un progetto capace di trasformare i terreni che ne custodiscono la coltivazione. Una scelta che, evidenzia, rappresenterebbe una ferita non soltanto per Maierato ma per l’intera strategia di crescita economica, turistica e occupazionale costruita negli ultimi anni attorno alle eccellenze agroalimentari del Vibonese. Il Gal sottolinea inoltre come la stessa documentazione progettuale attribuisca alla componente agricola un ruolo secondario rispetto alla produzione energetica, un elemento che, secondo l’associazione, svuoterebbe il concetto stesso di agrivoltaico riducendo l’attività agricola a semplice elemento accessorio.

“Prima le aree dismesse, non i campi più fertili”

La posizione del Gal è netta: nessun rifiuto ideologico delle energie rinnovabili, considerate una sfida indispensabile, ma la richiesta che gli impianti vengano realizzati nelle aree realmente idonee, privilegiando siti industriali dismessi, terreni compromessi, coperture di capannoni e infrastrutture già esistenti, evitando il consumo dei suoli agricoli di maggiore pregio. Per Papillo, difendere il Rosìa significa difendere il futuro del territorio e impedire che la transizione ecologica si trasformi in una nuova forma di consumo del suolo agricolo.

Il Distretto del Cibo: “Priorità alla tutela delle produzioni di qualità”

Sulla stessa linea interviene anche Luisa Caronte, presidente del Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese, che esprime forte preoccupazione per un progetto ritenuto incompatibile con la valorizzazione delle produzioni agricole di eccellenza. Il Distretto fa propria la battaglia dei contadini di Maierato, ricordando come il grano Rosìa rappresenti una coltura tramandata da generazioni e oggi al centro di una concreta prospettiva di sviluppo dell’intera filiera, con importanti ricadute economiche, occupazionali e ambientali. Anche il Distretto ribadisce di essere favorevole alle fonti rinnovabili, ma ritiene che la loro diffusione debba avvenire seguendo criteri rigorosi, privilegiando aree industriali, terreni incolti e superfici già compromesse prima di sacrificare zone ad alta vocazione agricola e di elevato valore paesaggistico.

Appello alla Regione: “Serve una legge sulle aree idonee”

Dal territorio arriva infine una richiesta precisa rivolta alla Regione Calabria: accelerare l’approvazione di una disciplina organica sulle aree idonee ad ospitare gli impianti per la produzione di energia rinnovabile. Per Gal Terre Vibonesi e Distretto del Cibo, soltanto una pianificazione chiara potrà evitare che la corsa alla produzione energetica finisca per entrare in conflitto con la tutela dell’agricoltura, della biodiversità e delle produzioni identitarie che rappresentano una delle principali risorse economiche e culturali del Vibonese. La battaglia per salvaguardare la Piana degli Scrisi, sostengono, non riguarda soltanto un campo coltivato, ma il modello di sviluppo che il territorio intende costruire per il proprio futuro.

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