Pizzo, Militare chiama il Comune all’azione: fermate subito il mega impianto fotovoltaico degli Scrisi

L'ex amministratore sollecita sindaco, Giunta e Consiglio comunale ad adottare atti immediati per impedire la realizzazione del progetto ai confini del territorio comunale

L’ex amministratore del Comune di Pizzo, Saverio Militare, interviene sulla prospettata realizzazione del mega impianto fotovoltaico nella Piana degli Scrisi, tra Maierato e l’area di confine con Pizzo. Un progetto che coinvolge anche i territori di Filogaso e Sant’Onofrio e che prevede l’installazione di 61 mila pannelli fotovoltaici su 73 ettari di terreno, per un investimento di 45 milioni di euro e una produzione stimata di 79 milioni di kWh all’anno.

Per Militare non è il momento delle attese o delle valutazioni interlocutorie. Chiede invece una presa di posizione politica e amministrativa immediata da parte del sindaco Sergio Pititto, della Giunta e dell’intero Consiglio comunale, maggioranza e opposizione comprese.

Serve una posizione netta

L’ex amministratore ricorda di aver già affrontato una vicenda analoga durante la propria esperienza amministrativa. “Ci proposero lo stesso progetto, accompagnato dalla promessa di energia pubblica gratuita per dieci anni. Di quelle rassicurazioni è rimasto ben poco”, afferma, sostenendo che il territorio non possa tornare a essere interessato da iniziative che, a suo giudizio, rischiano di comprometterne la vocazione agricola e paesaggistica. Secondo l’ex assessore, il Comune di Pizzo deve assumere una posizione chiara e tempestiva, adottando tutti gli strumenti amministrativi disponibili per impedire che il progetto possa svilupparsi nelle aree di propria competenza.

La difesa del territorio agricolo

Nel suo intervento, Militare lega la vicenda anche al recente riconoscimento ministeriale del grano Rosìa, appena inserito tra le varietà tutelate. Una decisione che, secondo lui, rafforza ulteriormente la necessità di preservare i terreni agricoli della Piana degli Scrisi. “Vogliamo campi coltivati, agricoltura e paesaggio, non distese di pannelli su decine di ettari di terra fertile”, sostiene, facendo proprie anche le preoccupazioni espresse da numerosi agricoltori della zona, che parlano di una mobilitazione contro il progetto.

Servono subito atti concreti

L’appello dell’ex amministratore è rivolto direttamente agli organi comunali. Militare invita sindaco, giunta e consiglieri a deliberare con urgenza provvedimenti di tutela urbanistica e territoriale, chiedendo inoltre una risposta pubblica immediata alla notizia del progetto. Nel suo intervento apre anche un secondo fronte, sollecitando verifiche sulla presenza di impianti per la telefonia nell’area interessata. “Da un’antenna siamo passati a due. È necessario approfondire le possibili ricadute ambientali e fare piena chiarezza su interessi che appaiono sempre più rilevanti”, osserva.

Il messaggio conclusivo è netto: per Saverio Militare il progetto del mega impianto fotovoltaico non deve andare avanti. “Il grano Rosìa è stato appena tutelato dallo Stato. Adesso va difeso con atti concreti, non soltanto con dichiarazioni di principio”, conclude.

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