“La questione sicurezza ha ormai superato il perimetro dell’ordinario e riguarda anche le destinazioni turistiche, dove garantire ordine pubblico e presidio del territorio è parte integrante della qualità dell’accoglienza”. È quanto afferma il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, intervenendo nel dibattito nazionale seguito al caso di Abderrahim Fakir. Secondo il primo cittadino, quando la sicurezza assume una dimensione straordinaria “lo Stato non può rispondere con strumenti ordinari né lasciare sole le donne e gli uomini che ogni giorno operano nelle strade, nelle piazze, nelle stazioni, nei quartieri difficili e nei luoghi attraversati da grandi flussi di persone”.
“Chiarezza sì, processi sommari no”
Macrì ribadisce che, in presenza di fatti gravi verificatisi durante un intervento delle forze dell’ordine, sia “necessario accertare con rigore ogni responsabilità, ma invita a evitare giudizi anticipati. Nessuno chiede zone franche, impunità o opacità. Una cosa è fare piena chiarezza sui fatti, un’altra è trasformare immediatamente chi indossa una divisa in un bersaglio politico, mediatico o ideologico”, afferma. Il sindaco definisce inoltre “paradossale” la richiesta avanzata da alcuni partiti di opposizione di un’ispezione parlamentare sui fatti di Bologna prima ancora dell’avvio dell’inchiesta della Procura, sostenendo che i cittadini chiedano ogni giorno “più presenza, più controllo e più sicurezza”.
“L’indignazione arrivi anche prima”
Nel suo intervento Macrì richiama anche il tema della prevenzione, sottolineando come episodi drammatici siano spesso preceduti da segnali di disagio. “È comprensibile l’indignazione di familiari e conoscenti, ma sarebbe importante che la stessa attenzione venisse esercitata anche sul terreno della prevenzione, dell’ascolto dei segnali e della responsabilità delle persone più vicine”, osserva. Secondo il primo cittadino, “un uomo non va in escandescenza all’improvviso”, ma “manifesta spesso un disagio che, se intercettato per tempo, potrebbe evitare conseguenze tragiche”.
Il riferimento al modello 45-bis
Macrì interviene anche sul nuovo modello 45-bis introdotto dal decreto Sicurezza, che prevede un registro separato quando il fatto appare commesso in presenza di una causa di giustificazione, come la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi o l’adempimento di un dovere. Richiamando il caso di Bologna, nel quale il modello è stato applicato a due agenti e quattro operatori sanitari senza attribuire loro, allo stato, la qualifica di indagati, il sindaco sostiene che “una tutela per chi serve lo Stato è necessaria”, pur ritenendo opportuno definire la norma con maggiore precisione per evitare ambiguità e garantire, allo stesso tempo, l’accertamento della verità e la tutela di chi opera per la sicurezza pubblica.
Massimo sostegno alle forze dell’ordine
In conclusione, il sindaco ribadisce il proprio sostegno alle forze dell’ordine. “In ogni ordinamento democratico le forze dell’ordine sono presidio di libertà. Naturalmente possono esserci errori o responsabilità da accertare, ed è giusto che gli organi competenti lo facciano. Ma la sicurezza viene prima di tutto e chi serve lo Stato deve sapere che lo Stato non lo lascia solo”. Da Tropea, conclude Macrì, arriva il “massimo sostegno alle forze dell’ordine” e la richiesta al Governo di intervenire con strumenti straordinari, ritenendo che “la questione sicurezza abbia ormai superato l’ordinario”.



