Il direttore del Distretto sanitario unico “vieta le visite domiciliari ai fini del rinnovo del piano terapeutico per i pazienti affetti da diabete”, lo specialista in servizio nella Casa della Comunità di Nicotera “si astiene dal soddisfare le richieste dei familiari delle persone interessate” e, inevitabilmente, scattano le proteste. Proteste che, secondo quanto riferisce l’associazione “Difesa Diritti del Territorio”, sono motivate dal fatto che, “per chi assiste un familiare invalido al cento per cento e affetto da più patologie, non interessa se la responsabilità del mancato rinnovo del piano terapeutico sia del direttore del Distretto o dello specialista. Ciò che conta – si legge nel comunicato – è che il paziente rimane senza farmaci, non può ritirare quanto necessario in farmacia perché il piano terapeutico è scaduto e lo specialista in diabetologia tornerà in ambulatorio solo tra una settimana”.
Secondo l’associazione, “all’origine della vicenda ci sarebbe una divergenza di vedute tra il direttore del Distretto, che ritiene la visita domiciliare clinicamente non rilevante, e lo specialista in diabetologia, che intende rinnovare il piano terapeutico solo previa visita domiciliare. Una situazione che, evidenzia l’associazione, potrebbe ricadere direttamente sui pazienti rimasti senza terapia”.
La testimonianza
A sostegno della denuncia è riportata la testimonianza di un caregiver: “Mio padre, docente in pensione invalido al cento per cento, è afflitto da più patologie. Per rinnovargli il piano terapeutico, mi sono recato dal dottor De Carlo con l’impegnativa per ‘visita diabetologica di controllo domiciliare in paziente non trasportabile per rinnovo piano terapeutico’. Mi ha detto che con le nuove disposizioni del direttore del Distretto non può più autorizzare le visite domiciliari diabetologiche. Stessa cosa ha riferito il dottor Crispino. Che devo fare?”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepresidente dell’associazione “Difesa Diritti del Territorio”, Giuseppe Calopresti, il quale parla di “inconvenienti che non si dovrebbero verificare” e pone una serie di interrogativi: “Cosa deve fare un malato di diabete che si trova allettato? Come rinnovare il piano terapeutico? Perché non si autorizza più la visita domiciliare diabetologica? Cosa è cambiato dallo scorso anno? In base a quale norma è stato disposto in tal senso? La visita domiciliare diabetologica per un paziente non trasportabile non rientra nei Lea?”.
Domande che, secondo il vicepresidente dell’associazione, “richiedono risposte immediate da parte del direttore del Distretto”. “In assenza di chiarimenti – conclude Calopresti – la Ddt valuterà le iniziative da intraprendere a tutela del diritto alla salute delle fasce più deboli. Casa della Comunità nuova, problemi vecchi. Sino a quando?”.



