“La risposta della Giunta regionale alla mia interrogazione sull’annullamento dell’Avviso ‘Parchi Culturali Calabres’ certifica il fallimento delle politiche culturali regionali”. È la posizione espressa dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che torna sulla vicenda dopo aver atteso oltre due mesi dalla risposta dell’esecutivo regionale.
Secondo Bruno, dopo l’annullamento dell’avviso non sarebbero seguiti né un nuovo bando, né un atto di indirizzo, né un cronoprogramma. “Ho voluto verificare se alle parole sarebbero seguiti i fatti. Non è arrivato nulla”, afferma.
Dall’avviso alla revoca
Nel ripercorrere la vicenda, il consigliere ricorda che l'”avviso, finanziato con risorse FSC e pubblicato nel dicembre 2024, era stato prorogato nel febbraio 2025, inducendo numerosi Comuni a predisporre progetti e partenariati”. Successivamente, sostiene Bruno, “nel marzo 2026 la Regione avrebbe revocato integralmente il bando, senza prevedere indennizzi o forme di tutela per gli enti coinvolti”.
Il capogruppo di Tridico Presidente contesta anche le motivazioni alla base della revoca, legate alle presunte criticità applicative del bando e all’istituzione della Cabina delle Visioni Culturali. “La nomina di un gruppo di esperti non è una programmazione, ma al massimo la promessa di una programmazione”, dichiara, aggiungendo che, a suo avviso, tale organismo non avrebbe ancora prodotto atti concreti.
Le critiche alla gestione regionale
Bruno evidenzia inoltre che la Cabina sarebbe stata “istituita nel novembre 2025, mentre la revoca del bando è arrivata soltanto nel marzo 2026. Secondo il consigliere, in quel periodo i Comuni avrebbero continuato a lavorare ai progetti senza essere informati dell’intenzione di revocare l’avviso”. Critica inoltre la risposta ricevuta in merito al numero delle domande presentate, definendola “insufficiente”.
Nel comunicato, Bruno descrive un quadro che giudica “desolante”, sostenendo che “ai Parchi Culturali revocati si aggiungano l’annullamento dei bandi cultura 2026, l’assenza di nuovi strumenti per i piccoli Comuni, il mancato sostegno agli eventi storicizzati e la mancanza di risorse per la legge regionale di settore”.
Il consigliere attribuisce la responsabilità della situazione alle scelte politiche della Giunta regionale e alla riorganizzazione dei dipartimenti, che, a suo dire, avrebbe determinato sovrapposizioni di competenze e rallentamenti nell’attività amministrativa.
Le richieste alla Giunta
Infine, Bruno rivolge cinque richieste alla Giunta regionale: rendere pubblico l’elenco delle domande protocollate nell’ambito dell’avviso revocato; riconoscere le progettualità già elaborate dai Comuni attraverso meccanismi di premialità nei futuri bandi; presentare entro trenta giorni un cronoprogramma della nuova programmazione culturale; riferire sullo stato della spesa delle risorse FSC destinate alla cultura; finanziare la legge regionale di settore e gli eventi storicizzati nel prossimo assestamento di bilancio.
“I territori hanno fatto la loro parte. La Regione, finora, ha fatto solo marcia indietro. La cultura calabrese non può essere governata a colpi di revoche, rinvii e cabine di regia senza regia”, conclude Bruno.



