Sanità nel Vibonese, l’Osservatorio Civico “Città Attiva” chiede l’Emodinamica allo Jazzolino: il tempo è il primo farmaco

L'assenza della struttura mette a rischio la vita dei pazienti costretti ai trasferimenti. L'appello delle attiviste: esistono già gli spazi e le disponibilità dei medici, ora si passi dalle intenzioni ai fatti per garantire pari diritto alla salute

L’Osservatorio Civico “Città Attiva” – attraverso Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo – interviene sulla grave situazione dell’assistenza cardiologica nel territorio vibonese. “Ogni minuto – affermano le attiviste – può fare la differenza tra la vita e la morte quando si verifica un infarto: è una verità nota alla comunità scientifica e a chiunque operi nel settore sanitario. Eppure, nella provincia di Vibo Valentia, i cittadini continuano a fare i conti con l’assenza di un servizio di emodinamica attivo all’ospedale Jazzolino, una carenza che rappresenta una delle principali criticità dell’assistenza cardiologica del territorio”.

“Il tempo è il primo farmaco”

Primerano, Guzzo e Grillo fanno notare che “l’emodinamica non è un reparto come gli altri: è il luogo in cui si interviene con tempestività per riaprire un’arteria coronarica ostruita, riducendo drasticamente il rischio di morte e di gravi complicanze. In questi casi il tempo è il primo farmaco disponibile. Ogni ritardo nel trattamento può compromettere in modo irreversibile il muscolo cardiaco e, di conseguenza, la qualità e l’aspettativa di vita del paziente. Oggi molti cittadini della provincia di Vibo Valentia devono essere trasferiti verso altri ospedali dotati di emodinamica, affrontando tempi di percorrenza che, soprattutto nelle ore notturne, nei periodi estivi o in condizioni meteorologiche avverse, possono diventare decisivi. Una situazione che alimenta un inevitabile senso di disuguaglianza nell’accesso alle cure rispetto ad altre aree della Calabria”.

Il progetto per lo Jazzolino

Secondo le attiviste, l'”attivazione dell’emodinamica allo Jazzolino non rappresenterebbe soltanto un investimento tecnologico, ma una scelta di civiltà e di equità sanitaria. Significherebbe garantire ai cittadini vibonesi le stesse opportunità di sopravvivenza offerte in altri territori, alleggerire il carico di lavoro degli ospedali limitrofi e rafforzare l’intera rete dell’emergenza-urgenza regionale. A rendere ancora più concreta questa prospettiva c’è la disponibilità manifestata dal dottor Michele Comito, che ha espresso la volontà di offrire il proprio contributo affinché il progetto possa finalmente diventare realtà. Un’apertura che testimonia come, attorno all’obiettivo di dotare Vibo Valentia di un servizio essenziale, vi siano professionalità pronte a collaborare nell’interesse esclusivo dei cittadini”.

“Ora serve un’accelerazione”

Nella stessa direzione, a giudizio delle rappresentanti dell’Osservatorio, “vanno anche le dichiarazioni rilasciate in più occasioni dal direttore sanitario, dottor Lazzaro, il quale ha evidenziato che l’attivazione dell’Emodinamica è già prevista nella programmazione della rete ospedaliera. Sempre secondo quanto dichiarato dal direttore sanitario, sarebbero stati anche individuati gli spazi destinati ad accogliere il nuovo servizio, identificati nei locali che un tempo ospitavano la sala operatoria del reparto di Ortopedia. Elementi che lasciano intendere come le basi progettuali esistano già e che occorra ora imprimere un’accelerazione al percorso amministrativo e organizzativo”.

L’appello alle istituzioni: “Dalle intenzioni ai fatti”

Stando a quanto dichiarato dalle attiviste, però, “un servizio di tale importanza richiede personale qualificato, organizzazione, investimenti e una programmazione seria. Ma proprio per questo è necessario che le istituzioni competenti definiscano tempi certi e un percorso concreto per la sua realizzazione. I continui rinvii rischiano di trasformarsi in un costo umano che una comunità non può più accettare. La sanità pubblica deve garantire pari diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono. La provincia di Vibo Valentia non può continuare a essere considerata un territorio di serie B. L’attivazione dell’Emodinamica all’ospedale Jazzolino è una necessità sanitaria fondata sull’evidenza clinica e sul diritto costituzionale alla tutela della salute”.

Primerano, Guzzo e Grillo concludono: “L’auspicio è che la Regione Calabria, l’Azienda sanitaria provinciale e tutti i soggetti coinvolti assumano un impegno concreto per rendere finalmente operativo un servizio atteso da anni. Le dichiarazioni di disponibilità, la programmazione già annunciata e l’individuazione degli spazi rappresentano segnali importanti, ma è il momento di passare dalle intenzioni ai fatti. Perché, quando si parla di infarto, ogni minuto risparmiato può significare una vita salvata. E nessun cittadino dovrebbe perdere questa possibilità semplicemente perché vive nella provincia di Vibo Valentia”.

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