“La Calabria si prepari ad affrontare le sempre più frequenti ondate di calore con un piano regionale di adattamento climatico”. È l’appello lanciato da Rifondazione Comunista, che chiede al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e a tutti i sindaci calabresi di attivare con urgenza misure concrete per proteggere la popolazione più esposta agli effetti del caldo estremo. Secondo il partito, “le elevate temperature previste nei prossimi giorni confermano come gli eventi estremi non rappresentino più un fenomeno eccezionale, ma una conseguenza ormai stabile dei cambiamenti climatici, con ripercussioni sulla salute pubblica, sulla qualità della vita e sulle disuguaglianze sociali”.
La richiesta di un piano regionale
“Nei prossimi giorni una nuova e intensa ondata di calore investirà l’Italia e, ancora una volta, la Calabria sarà tra le regioni più esposte. Quello che fino a pochi anni fa veniva definito un evento eccezionale è ormai diventato la normalità di un clima che cambia rapidamente, con effetti sempre più gravi sulla salute, sulla qualità della vita e sulle disuguaglianze sociali”, si legge nella nota. Per questo Rifondazione Comunista chiede “al presidente della Regione Roberto Occhiuto e a tutti i sindaci calabresi di predisporre con urgenza un vero piano di adattamento alle ondate di calore, capace di tutelare in particolare anziani, bambini, persone con disabilità, lavoratori esposti e cittadini in condizioni di fragilità”.
Rifugi climatici e il modello Cosenza
Tra le proposte avanzate figura la realizzazione dei cosiddetti “rifugi climatici”, già presenti in diverse città europee. Si tratterebbe di biblioteche, centri civici, scuole, musei e altri edifici pubblici climatizzati, facilmente accessibili e aperti durante le ore più calde della giornata, dove i cittadini possano trovare riparo dalle temperature elevate. Secondo Rifondazione Comunista, si tratta di “una misura semplice, concreta e a basso costo, che salva vite e riduce gli effetti sanitari delle ondate di calore”.
Il partito richiama anche un’esperienza già avviata in Calabria: “La sede dell’INPS di Cosenza ha infatti deciso di mettere a disposizione i propri spazi climatizzati come rifugio climatico per la cittadinanza durante le giornate di caldo estremo, dimostrando come anche gli edifici pubblici possano diventare presìdi di tutela della salute e di protezione delle persone più fragili. Se un ente pubblico ha già scelto questa strada, non si capisce perché la Regione Calabria non promuova un piano regionale che coordini e sostenga iniziative analoghe in tutti i territori”.
Le proposte avanzate
Nel comunicato Rifondazione Comunista chiede l’attivazione di una serie di misure immediate: l’individuazione e l’apertura di rifugi climatici in ogni comune, una mappatura delle aree maggiormente esposte al rischio caldo, campagne di informazione rivolte alla cittadinanza, il potenziamento dell’assistenza alle persone sole e fragili e un incremento delle aree verdi e delle reti ecologiche urbane, accompagnato da incentivi per le nuove piantumazioni e da interventi di de-impermeabilizzazione delle città. Per il partito, infatti, “l’adattamento climatico non può limitarsi all’emergenza ma deve diventare una politica strutturale”.
“È il momento di agire”
“La crisi climatica non è un problema del futuro: è il presente. Continuare a ignorarla significa mettere a rischio la salute dei cittadini e aumentare le disuguaglianze, perché il caldo estremo colpisce soprattutto chi non ha gli strumenti economici per difendersi”, afferma il partito. Da qui l’appello finale alla Regione: “La Regione Calabria coordini immediatamente un piano con i Comuni, mettendo a disposizione risorse e linee guida affinché ogni amministrazione possa attrezzarsi prima che l’ennesima emergenza diventi una tragedia annunciata. Di fronte alla crisi climatica servono politiche pubbliche, prevenzione e giustizia sociale. Non bastano gli annunci: è il momento di agire”.



