Sanità e autonomia differenziata, Alecci attacca Occhiuto: scelte politiche che rischiano di penalizzare la Calabria

Il consigliere regionale del Pd denuncia il mancato superamento delle criticità del sistema sanitario calabrese e contesta il percorso sull’autonomia differenziata

“Il baratto politico per l’uscita dal commissariamento senza garanzie rischia di ampliare ulteriormente i divari tra Nord e Sud”. Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Ernesto Alecci, intervenendo sul rapporto tra sanità calabrese, autonomia differenziata e scelte del Governo nazionale.

Secondo Alecci, “gli ultimi passaggi istituzionali sulla Calabria delineerebbero uno scenario preoccupante. Da una parte la decisione della Corte dei Conti sulla delibera del Consiglio dei ministri relativa alla fine del commissariamento sanitario, dall’altra l’accelerazione del Governo sul federalismo fiscale nonostante la mancata intesa in Conferenza Unificata”.

“La Corte dei Conti – afferma Alecci – non ha “bollinato” l’atto di uscita dal commissariamento, scegliendo la formula secondo cui “non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento in epigrafe”. Di fatto non lo ha né registrato né annullato”. Per il consigliere regionale, la vicenda evidenzierebbe che “il percorso non può considerarsi definitivamente chiuso e che resterebbero ancora diverse criticità da affrontare”.

I nodi irrisolti della sanità calabrese

Alecci richiama i rilievi contenuti nella relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2025, sottolineando la “presenza di problemi strutturali nel sistema sanitario regionale”. Tra le criticità, citate “risorse ferme nella Gestione Sanitaria Accentrata per 328 milioni di euro, il ricorso delle aziende alle anticipazioni di tesoreria, la riduzione del fondo cassa sanitario, la diminuzione del personale medico e l’aumento del lavoro a tempo determinato”. A questi elementi, secondo il rappresentante del Pd, si aggiungerebbero il “saldo negativo della mobilità sanitaria, pari a 329 milioni di euro nel 2025, e lo sforamento della spesa farmaceutica per 186 milioni di euro”.

“Non basta rivendicare formalmente la fine del commissariamento – sostiene Alecci – se restano aperti i nodi della liquidità, delle liste d’attesa, della carenza di personale, della farmaceutica, dei residui pluriennali e della qualità dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri”. Per questo il gruppo del Partito Democratico chiede “garanzie concrete” sul Piano di rientro 2026-2028 approvato dalla Giunta regionale il 7 luglio.

L’accusa sul rapporto tra sanità e autonomia differenziata

Nel suo intervento Alecci pone l’attenzione anche sul tema dell’autonomia differenziata, contestando la posizione assunta dal presidente della Regione. “Lo stesso presidente Occhiuto ha rivendicato pubblicamente il proprio sì all’autonomia differenziata, spiegando di averlo dato per ottenere qualcosa, cioè per rafforzare la posizione della Calabria nel negoziato con il Governo sul commissariamento sanitario e sul piano di rientro”, afferma il consigliere regionale. Secondo Alecci, anche in assenza di uno scambio formalmente dichiarato, “quello scambio è avvenuto nei fatti”, perché l’autonomia differenziata sarebbe stata utilizzata come elemento di trattativa politica in relazione alla sanità calabrese.

Il timore per il federalismo fiscale

Nel mirino del consigliere Pd finisce anche il decreto sul federalismo fiscale, “che prevede, a partire dal 2027, una progressiva sostituzione dei trasferimenti statali con una compartecipazione regionale al gettito Irpef”. Secondo Alecci, “una riforma di questo tipo potrebbe creare maggiori difficoltà alle regioni economicamente più fragili, come la Calabria, caratterizzate da un gettito fiscale più basso e meno dinamico. Questo significa meno risorse garantite, più fragilità finanziaria, più pressione fiscale locale e un possibile peggioramento dei servizi essenziali, dai trasporti alle politiche sociali”, sostiene.

Il consigliere regionale evidenzia inoltre la mancanza, a suo giudizio, di un “adeguato finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e di un sistema di perequazione in grado di ridurre i divari territoriali. Si stanno portando avanti federalismo fiscale e autonomia differenziata senza che siano stati prima finanziati pienamente i LEP e senza una vera perequazione capace di colmare i divari infrastrutturali e sociali che penalizzano il Mezzogiorno e la Calabria”, conclude Alecci. Per il rappresentante del Pd serve quindi “una battaglia comune per difendere i diritti dei cittadini calabresi”, puntando su risorse certe e interventi strutturali invece che su “operazioni di facciata”.

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