Lo scontro interno al Partito Democratico di Vibo Valentia arriva a un nuovo passaggio. Dopo il documento sottoscritto da sei dirigenti e diffuso pubblicamente, interviene la segretaria provinciale Teresa Esposito, che sceglie la strada della chiarezza e della fermezza, rivendicando il ruolo degli organismi ufficiali e contestando il metodo utilizzato.
“Ritengo doveroso intervenire con netta trasparenza nell’interesse primario della comunità del Partito Democratico della provincia di Vibo Valentia, dei nostri iscritti e di tutti gli elettori che ci chiedono serietà, unità e lavoro concreto sui problemi del territorio”, afferma Teresa Esposito. Una presa di posizione che arriva in una fase particolarmente delicata per il Pd vibonese, segnato da tensioni interne, divergenze sulla gestione politica e dalla difficoltà di ricomporre le diverse anime del partito.
I temi erano già stati approvati nella sede propria
Il primo punto della replica riguarda il merito delle contestazioni avanzate dai sei dirigenti. La segretaria provinciale sostiene che le questioni sollevate nel documento pubblico fossero già state affrontate e condivise negli organismi di partito. “È necessario chiarire da subito un dato di fatto incontrovertibile: i temi, le istanze e la linea politica rivendicati in quel testo sono stati già ampiamente discussi e approvati nella sede propria e sovrana, ovvero la Direzione Provinciale del Pd tenutasi lo scorso 31 luglio”, ricorda Esposito.
La segretaria evidenzia inoltre che quelle stesse tematiche erano state inserite nella sua relazione e che “quasi tutti i firmatari del documento erano presenti” alla riunione della Direzione. In quella sede, secondo la ricostruzione della segreteria, “è stato votato all’unanimità il piano programmatico, tuttora aperto a suggerimenti, per il lavoro unitario del partito” ed è stato approvato anche “il documento per la Piana degli Scrisi”. Un passaggio con il quale Teresa Esposito rivendica la piena agibilità democratica interna: “Ogni dirigente ha avuto, e ha sempre, la piena possibilità di contribuire alla costruzione dell’agenda politica e organizzativa del Pd”.
No a personalismi e iniziative autonome
Il punto più duro della replica riguarda però il metodo scelto dai sei dirigenti, ovvero la decisione di rendere pubblico il documento attraverso gli organi di informazione. “Alla luce di ciò, appare evidente come non vi fosse alcuna necessità di una divulgazione autonoma e a mezzo stampa di contenuti già recepiti e formalizzati negli organismi ufficiali”, afferma la segretaria. Un attacco diretto a quelle che vengono considerate iniziative esterne alla normale dialettica interna.
“Dinamiche di questo tipo, così come qualsiasi iniziativa condotta in autonomia al di sopra degli organi statutari comunali e provinciali, rischiano unicamente di frammentare l’azione politica e alimentare ricostruzioni strumentali, anziché rafforzare l’unità, la coesione e l’autorevolezza del Pd”, aggiunge la responsabile provinciale del Pd.
Parole che mostrano la profondità dello scontro: la segreteria rivendica il rispetto delle regole interne, mentre il documento dei sei dirigenti ha evidenziato evidentemente un malessere politico che non sembra essere stato completamente assorbito.
La difesa del lavoro sul territorio
Nel tentativo di riportare il confronto sui contenuti e sulle battaglie politiche, Esposito rivendica l’attività svolta dalla segreteria provinciale. “La Segreteria Provinciale agisce in piena sintonia con la linea del partito e lavora quotidianamente sul territorio al fianco di tutti i sindaci del Pd, dei nostri amministratori e delle nostre comunità”, afferma. Tra le iniziative citate, la segretaria richiama “la netta e vigorosa azione intrapresa proprio in questi giorni a sostegno dell’iniziativa dell’Associazione dei Contadini di Maierato riguardo al progetto agrivoltaico nella Piana degli Scrisi e a tutela dell’Oasi dell’Angitola”.
Una battaglia, secondo Esposito, finalizzata a “incalzare la Regione affinché regolamenti sulle Aree Idonee e sul contrasto al consumo indisturbato di suolo agricolo”. Il messaggio politico è chiaro: il partito, secondo la segretaria, deve concentrarsi sulle emergenze del territorio e non farsi trascinare in contrapposizioni interne.
Le porte sono aperte, ma servono rispetto delle regole
La conclusione della replica prova a tenere insieme due esigenze: difendere l’autorità della segreteria e lasciare aperto uno spazio di confronto. “Chi ama questo partito ne rispetta le regole, le sedi di confronto legittime e la comunità democratica”, afferma. “Le porte della Segreteria e degli organismi dirigenti sono, e rimarranno sempre, spalancate al dialogo costruttivo e al contributo di ciascuno”. Ma subito dopo arriva il richiamo più netto: “Non c’è spazio, tuttavia, per fughe in avanti individuali ed esterne, finalizzate unicamente a generare polemiche che danneggiano l’immagine e l’efficacia dell’intera alternativa progressista”.
Una frattura che resta aperta
La replica della segretaria provinciale prova dunque a chiudere il fronte interno richiamando unità e disciplina di partito, ma allo stesso tempo conferma l’esistenza di una fase di forte tensione politica. Non entra in merito alla tensioni in consiglio comunale con l’espulsione di Antonella Petracca e, tantomeno, chiarisce eventuali retroscena sull’abbandono del Pd della capogruppo Laura Pugliese.
Il Pd vibonese si trova, pertanto, davanti a un passaggio decisivo: ricomporre una frattura nata dentro la stessa classe dirigente oppure lasciare che il confronto interno continui a consumarsi pubblicamente, proprio mentre il partito è chiamato a costruire una proposta credibile sui grandi temi che riguardano il territorio.



