Promosso da Michele Scaturchio, storico portiere prima e poi allenatore della mitica Acquarese Calcio, si è svolto mercoledì pomeriggio, nella sala consiliare del Comune, un incontro tra un gruppo di cittadini e il sindaco Giuseppe Barilaro. Oggetto del contendere la riconversione del campo sportivo in centro polivalente, con campi da tennis, da calcio a sette, piste da corsa, pilates ed altro. Un progetto da circa 700 mila euro che Barilaro aveva immaginato prima dello scioglimento della sua amministrazione per infiltrazioni mafiose, ma che alcuni cittadini, come spiegato da Domenico Sette, avevano scongiurato durante la gestione commissariale, allorché il capo della terna, Umberto Campini, aveva assicurato che il campo sportivo sarebbe rimasto così com’era, facendo predisporre e poi mostrando il progetto che dimostrava tali intenti.
Le preoccupazioni degli appassionati di calcio
Con il ritorno dell’attuale sindaco alla guida del Comune, tuttavia, il progetto di riconversione è stato ripreso, suscitando le apprensioni di alcuni appassionati di calcio e della gloriosa storia della squadra locale, che ha girato i campi di mezza Calabria, sfornando «fior di campioni», che purtroppo non hanno potuto emergere, e conquistando anche la Prima Categoria. Durante l’incontro, ognuno dei presenti ha potuto esprimere le proprie considerazioni, a partire da Scaturchio e proseguendo con altri, anche emigrati al Nord, che hanno dimostrato anch’essi passione sull’argomento.
La proposta del sindaco
Benché fermamente convinto delle proprie idee di riconversione, il sindaco, esponendo le sue intenzioni a voler ascoltare tutti e spronando alla costituzione di un comitato civico propositivo e d’interlocuzione democratica (vista anche l’assenza di una minoranza), ha acconsentito alle richieste oggetto dell’incontro: “A patto – ha precisato – che entro il 30 settembre mi venga presentata la prova della costituzione di una società sportiva. Sono al Comune dal 2010 – ha puntualizzato – e mai è stata presentata richiesta per l’utilizzo di quel campo per una qualche iniziativa degna. Ora che c’è questo nuovo progetto, invece, mi sento dire che si vuole mantenere lo status quo. Non ho problemi ad acconsentire, ma capite che non si possono spendere centinaia di migliaia di euro per qualcosa che rimanga inutilizzata come lo è adesso”.
Il nodo dell’utilizzo della struttura
Sui tempi di inutilizzo è intervenuto Michele Scaturchio, che ha controbattuto anche sul fatto che, se non vi erano richieste, era solo perché la struttura era in stato di completo abbandono. Effettivamente si ricordano casi in cui ha avuto difficoltà ad atterrare anche l’eliambulanza, o altri in cui qualcuno aveva difficoltà ad andare a praticare attività di footing. Ma questa è un’altra storia.
Il futuro del calcio ad Acquaro
Tornando a quella in oggetto, inoltre, esclusa la possibilità di creare problemi logistici alla società sportiva Ada (Acquaro, Dasà, Arena), militante in Prima Categoria. I dilettanti che si iscriveranno nella nuova società, hanno sottolineato in molti, non vengono presi in considerazione sul piano agonistico dall’Ada, per cui non hanno possibilità di esprimersi. Al contrario, giocando in una categoria inferiore, potrebbero emergere e farsi notare, e la nuova società potrebbe rappresentare una fucina per quella superiore. Le intenzioni sono quelle di ufficializzare la società a breve. Si attendono sviluppi.




