Il dolore di una comunità si è raccolto ieri attorno alla famiglia di Andrea Minasi. Serra San Bruno ha dato l’ultimo saluto alla giovane pianista morta dopo il drammatico incidente del 4 agosto in viale Affaccio, a Vibo Valentia. Per le esequie il sindaco Alfredo Barillari aveva proclamato il lutto cittadino, accompagnando così il cordoglio dell’intera comunità per una vita spezzata a pochi passi da un traguardo importante: Andrea frequentava infatti l’ultimo anno del Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia.
Ma mentre la comunità si è fermata per i funerali, sul piano investigativo il lavoro è proseguito. La tragedia resta infatti al centro degli accertamenti della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, chiamata a ricostruire con precisione cosa sia accaduto in quei drammatici istanti e ad accertare eventuali responsabilità.
Alle esequie, particolarmente significativa è stata la presenza dell’Arma dei Carabinieri. Gli uomini dell’Arma erano schierati accanto al comandante della Legione Carabinieri Calabria, generale di brigata Riccardo Sciuto e ai comandanti provinciali di Catanzaro e Vibo Valentia. Una presenza istituzionale che ha accompagnato il momento dell’ultimo saluto alla giovane e testimoniato la vicinanza dell’Arma alla famiglia.
La Procura lavora sulla dinamica dell’incidente
L’indagine è seguita dalla Procura di Vibo Valentia, con il procuratore facente funzioni Concettina Iannazzo. L’attività investigativa che porta avanti la Polizia Stradale punta a mettere in ordine tutti gli elementi disponibili per arrivare a una ricostruzione puntuale dell’incidente.
“Stiamo cercando di ricostruire quanto accaduto”, ha spiegato l’avvocato Sonia Lampasi, che assiste la famiglia Minasi. Poche parole ma sufficienti per capire che il lavoro investigativo non si ferma. La ricostruzione che dovrà passare attraverso gli accertamenti tecnici, l’esame delle immagini delle telecamere e le testimonianze già raccolte dagli investigatori.
L’autovettura coinvolta nell’incidente era stata sequestrata dall’autorità giudiziaria subito dopo il tragico episodio. Ora il mezzo sarà sottoposto alle perizie tecniche disposte dalla Procura. Si tratta di accertamenti irripetibili che dovranno verificare le condizioni del veicolo e fornire ulteriori elementi utili a stabilire cosa sia accaduto.
Al vaglio le immagini e le testimonianze
Una parte importante dell’attività investigativa riguarda le telecamere presenti nella zona di viale Affaccio. Gli investigatori stanno vedendo e rivedendo i filmati disponibili, compresi quelli provenienti da impianti privati, nella ricerca di immagini che possano consentire di ricostruire la sequenza degli eventi. A questo si aggiungono le testimonianze delle persone che si trovavano nella zona e che potrebbero aver visto quanto accaduto. Gli elementi testimoniali saranno confrontati con i filmati e con gli esiti degli accertamenti tecnici.
Tra gli aspetti sui quali si concentra l’indagine c’è anche la necessità di verificare se, nella dinamica dell’incidente, possano essere emersi elementi riconducibili alla presenza o al coinvolgimento di altri soggetti o mezzi.
Nuovi accertamenti la prossima settimana
Il lavoro della Procura non si fermerà agli accertamenti già eseguiti. Per la prossima settimana sono previsti ulteriori approfondimenti sul luogo dell’incidente e sul mezzo sequestrato, mentre proseguirà l’acquisizione e l’analisi delle immagini delle telecamere e del materiale testimoniale.
Sul posto, già il 4 agosto, era intervenuto il consulente nominato dalla Procura, nell’ambito degli accertamenti finalizzati alla ricostruzione tecnica dell’accaduto. L’obiettivo è ricostruire ogni passaggio dell’incidente di viale Affaccio attraverso elementi concreti: rilievi, perizie, immagini e testimonianze. Dopo il giorno del dolore e dell’ultimo saluto, saranno questi elementi a dover fornire le risposte sulla dinamica della tragedia e sulle eventuali responsabilità.



