Doveva essere una “seduta dedicata principalmente a questioni contabili”, ma il Consiglio comunale di Parghelia del 28 luglio si è trasformato, secondo il gruppo di opposizione “Guardare al Futuro”, in una “fotografia delle divisioni interne alla maggioranza”. Al centro della seduta l’assestamento generale di bilancio per l’esercizio 2026, la rottamazione e il PEF, ma soprattutto un confronto tra gli stessi consiglieri di governo caratterizzato da accuse e recriminazioni. La deliberazione, a giudizio dell’opposizione, “si è rivelata un evento emblematico”. Non tanto per i provvedimenti in sé, “che, in ogni caso, dichiara il fallimento della politica della maggioranza”, quanto per quanto emerso dal confronto interno.
Il voto unanime dopo lo scontro
La seduta era convocata alle 10:40 di martedì 28 luglio. Per “Guardare al Futuro” si sarebbe trattato di un “alzamano” concordato in un orario che avrebbe reso “quasi impossibile la presenza di chi lavora o ha impegni professionali indifferibili”. Nonostante l’assenza dei consiglieri di minoranza, secondo il gruppo di opposizione, la maggioranza avrebbe comunque offerto ai cittadini uno “spettacolo grottesco”, arrivando a “spaccarsi pubblicamente”. Il paradosso, secondo l’opposizione, si sarebbe “consumato al momento del voto”. Dopo un dibattito segnato da “accuse e recriminazioni reciproche”, i sette consiglieri di maggioranza presenti “hanno approvato l’assestamento all’unanimità”. Una ricomposizione che “si è raggiunta nell’unico momento davvero condiviso: quello dell’alzata di mano”.
“Come gruppo ‘Guardare al Futuro’ – si legge nel comunicato – lo avevamo ampiamente preannunciato nei nostri precedenti interventi: questa amministrazione non ha alcun interesse ad affrontare i nodi cruciali di Parghelia”. L’accusa è che l’amministrazione preferisca “gestire l’ordinario come un piccolo feudo”, tra strisce blu, “rincorse ai premi” e un sindaco che “sogna di fare il vigile urbano”. Nel frattempo, secondo l’opposizione, “fuori dalle stanze del municipio il territorio è devastato”, l’”ipocrisia del consumo suolo zero” sarebbe “smentita dai fatti e l’emergenza idrica continuerebbe a pesare sulla quotidianità delle famiglie, tra acqua a singhiozzo e ordinanze di non potabilità”.
Lorenzo Vallone e le carenze di “programmazione, gestione e controllo”
Uno dei passaggi centrali della seduta, secondo “Guardare al Futuro”, ha riguardato l’intervento del consigliere di maggioranza Lorenzo Vallone. “Dopo tre anni di governo – sostiene il gruppo – Vallone avrebbe ammesso quello che l’opposizione denuncia ‘dal primo giorno’: una grave carenza del Comune in materia di programmazione, gestione e controllo”. Nel corso del dibattito sarebbero state confermate anche l’”esistenza di finanziamenti non utilizzati e perduti, somme vincolate rimaste nel cassetto, tra cui l’imposta di soggiorno, e il mancato impiego dell’avanzo”. Da qui la richiesta rivolta al sindaco: “Cifre alla mano, quali sono i finanziamenti bruciati? A quali opere erano destinati?”.
Il riferimento ai “problemi con il ragioniere”
Un altro passaggio contestato dall’opposizione riguarda il riferimento emerso durante il dibattito ai “problemi con il ragioniere”. “Una frase che spalanca una voragine politica”, sostiene “Guardare al Futuro”, richiamando la nota indirizzata al sindaco e alla segretaria comunale il 3 aprile 2025, protocollo n. 0001558, relativa alla segnalazione di un “comportamento inadeguato del sindaco” nei confronti del responsabile finanziario, Francesco Crigna. Secondo l’opposizione, il documento non sarebbe “mai stato messo a disposizione per la visione” e la segretaria comunale avrebbe “persino affermato di non esserne in possesso. Un fatto inquietante in un ente pubblico che, alla luce delle criticità ammesse in aula, merita di essere chiarito una volta per tutte”, afferma il gruppo.
Gabriele Vallone, la minoranza e il caso Facebook
Nel corso della seduta è intervenuto anche il consigliere Gabriele Vallone, che, secondo quanto riferito da “Guardare al Futuro”, si sarebbe dichiarato “parzialmente d’accordo con Lorenzo Vallone”, prendendo però le “distanze dalle sue affermazioni quando sosteneva che ‘la minoranza ci prende in giro'”. L’opposizione replica: “Cari consiglieri, se dopo tre anni di amministrazione un esponente della maggioranza ammette carenze di programmazione e finanziamenti perduti, la preoccupazione principale non può essere il modo in cui l’opposizione racconta i fatti”. Gabriele Vallone avrebbe inoltre rivendicato la cancellazione di un commento dalla propria pagina Facebook riguardante il marito dell’assessore Cutuli. Una vicenda che “ben illustra il livello del dibattito interno”, sostiene il gruppo di opposizione, che conclude: “Poi siamo noi di ‘Guardare al Futuro’ a prenderli in giro?”.
Politiche sociali, i 4 mila euro e la “discriminazione sociale sessista”
Al centro del confronto anche l’intervento dell’assessore Rosa Maria Cutuli, che si sarebbe dichiarata d’”accordo con Lorenzo Vallone”, ribadendo che “i numeri non sono opinabili”. L’assessore avrebbe lamentato l’”assegnazione di soli 4.000 euro al settore sociale”, cifra con la quale, secondo quanto riferito, “non poter fare nulla”. Cutuli avrebbe inoltre affermato che il sociale “non è preso in considerazione”, così come la sua figura, dichiarandosi vittima di una “discriminazione sociale sessista”. Di contro, il consigliere Andrea Vallone avrebbe liquidato la questione sostenendo che “le affermazioni della consigliera Cutuli sulla serata di Miss Italia” fossero “fuori luogo”.
Secondo “Guardare al Futuro”, però, i numeri “restituiscono un quadro preciso: le schede di monitoraggio del 2024 indicano un fabbisogno sociale di oltre 85 mila euro, a fronte di una spesa storica di 56 mila euro”. Il gruppo rivolge quindi “un pensiero sincero” all’assessore Rosa Maria Cutuli, esprimendole “la massima vicinanza umana e istituzionale” e assicurandole “il pieno sostegno al di là delle distanze politiche che separano le nostre posizioni”.
Rottamazione e riscossione: “Chi paga e chi viene premiato”
L’opposizione passa quindi alla gestione delle entrate comunali, definita un “vero e proprio cortocircuito logico e politico”.
“Sulla riscossione hanno voluto fare di testa loro, ignorando le nostre proposte di equità”, sostiene “Guardare al Futuro”. Il riferimento è al parere n. 9 del 10 luglio 2026, che, secondo il gruppo, “fotografa dopo otto anni di amministrazione il fallimento delle politiche di riscossione”. I carichi affidati “ammontano a oltre 4,4 milioni di euro, mentre la stima di incasso si ferma ad appena il 50%. Questa è la cruda realtà: soldi sottratti alla collettività a causa dell’incapacità di riscuotere dai ‘furbetti’, preferendo invece tartassare i cittadini onesti applicando l’addizionale IRPEF allo 0,80% (ovvero la soglia massima consentita per legge)”.
E ancora: “Alla faccia delle promesse elettorali, stanno facendo esattamente il contrario di ciò che avevano annunciato, premiando l’inadempienza e punendo la virtù”.
Avanzo, opere pubbliche, PNRR e Cerbero: i numeri contestati
Nel documento dell’opposizione vengono quindi riportati alcuni dati relativi alla gestione finanziaria dell’Ente. L’avanzo “ammonta complessivamente a 5,6 milioni di euro”, ma la “quota libera effettivamente disponibile sarebbe di appena 156.311,63 euro”. Per quanto riguarda le opere pubbliche, l’”assestamento riduce di 1,25 milioni di euro gli investimenti: 1,1 milioni vengono sottratti all’adeguamento sismico del municipio e 150 mila euro alla manutenzione delle strade”. Il revisore, secondo quanto riportato dall’opposizione, “segnala inoltre la totale assenza di cronoprogrammi, indicata come causa della perdita di fondi ministeriali”.
Sul PNRR, il revisore evidenzia altresì l’”inadempienza dell’Ente” nella trasmissione dei dati e prospetta una segnalazione alla Corte dei Conti in caso di perdurante inerzia”.
C’è poi il capitolo Cerbero: oltre “64.000 euro tra noleggio delle apparecchiature e costi di gestione”. Nel solo 2024 “sono state elevate 2.008 sanzioni e il Comune ha dovuto procedere ad annullamenti in autotutela per errori materiali, con ricorsi pendenti e ulteriori costi legali”. “L’amministrazione predica sostenibilità e rigore, ma nei fatti pratica un prelievo massimo e una gestione delle entrate che premia l’inadempienza, il tutto mentre i servizi essenziali restano in una crisi profonda”, afferma “Guardare al Futuro”.
L’emergenza idrica resta sullo sfondo
Ed è proprio sull’emergenza idrica che l’opposizione concentra un’altra parte dell’attacco all’amministrazione. “E mentre loro litigavano, non una parola sulla grave emergenza idrica”, si legge nel documento. Secondo il gruppo, “l’acqua non arriva”, mentre è ancora in vigore l’ordinanza n. 19, che ne vieta l’uso potabile. “Nel frattempo, i cittadini continuano a pagare il servizio idrico “come se nulla fosse”. Il gruppo ricorda inoltre le “proposte avanzate da tre anni per scavare nuovi pozzi”, che sarebbero rimaste “dimenticate nei cassetti”, o, secondo la dura definizione utilizzata nell’intervento, “arrogantemente ignorate”. Il riferimento è ancora una volta ai consiglieri che, il 28 luglio, secondo l’opposizione, avrebbero litigato “per un post su Facebook, un articolo di giornale o una comparsata a questo o quell’evento”.
“L’unico atto di responsabilità è rassegnare le dimissioni”
La conclusione dell’intervento di “Guardare al Futuro” è quindi politica. “Il quadro che emerge dal Consiglio del 28 luglio non è un’invenzione dell’opposizione: è la drammatica fotografia scattata dalle ammissioni della stessa maggioranza e dalle impietose carte dei bilanci”. Per il gruppo, “il paese è esausto e attende risposte concrete sui servizi, sui cantieri bloccati, sul turismo e sull’acqua potabile”.
L’accusa è che la maggioranza non sia più in grado di garantire la gestione dell’Ente. “Altro che programmazione, trasparenza e servizi essenziali: questi soggetti pensano solo a ritagliarsi visibilità sottraendola ai colleghi di banco”. Da qui la richiesta finale: “L’unico atto di responsabilità e dignità politica che vi rimane è rassegnare immediatamente le dimissioni. Il resto è soltanto la patetica rappresentazione del martedì mattina”.



