La risposta della Polizia Locale all’emergenza sicurezza sulle strade vibonesi passa dai controlli, dalle sanzioni, dal presidio del territorio e da un lavoro quotidiano che si misura anche con numeri importanti. Ma passa, soprattutto, dalla consapevolezza che l’emergenza non può essere affrontata soltanto dopo gli incidenti. Dopo i morti e i feriti degli ultimi giorni, il tema della sicurezza stradale è tornato con forza al centro dell’attenzione e il comandante della Polizia Locale di Vibo Valentia, Michele Bruzzese, mette in fila attività, difficoltà e limiti di un comando chiamato a controllare una città che in estate moltiplica traffico e presenze.
I controlli ci sono, ma non possiamo essere ubiqui
La prima questione riguarda proprio la capacità di presidiare il territorio. “I controlli non possono mai considerarsi sufficienti in senso assoluto”, spiega Bruzzese, “ma facciamo tutto il possibile rispetto alle risorse disponibili”. Il problema è soprattutto numerico. La dotazione organica prevista per il Comando di Vibo Valentia è di 70 unità, mentre attualmente gli operatori sono soltanto 18. Un divario enorme che inevitabilmente condiziona la possibilità di garantire una presenza capillare.
Per affrontare almeno in parte l’emergenza estiva, grazie all’intervento dell’Amministrazione comunale sono stati assunti cinque agenti stagionali per tre mesi. Attualmente sono 12 gli operatori impiegati nei servizi esterni, distribuiti su tre turni, con una copertura dalle 8 alle 24: dalle 8 alle 14, dalle 14 alle 20 e dalle 18 alle 24. Una programmazione che deve naturalmente tenere conto anche dei congedi ordinari del personale. “I controlli ci sono e sono numerosi, ma non possiamo essere ubiqui”, sottolinea il comandante. È uno dei nodi della questione: la richiesta di maggiore presenza sulle strade cresce proprio mentre le forze disponibili restano limitate.
Oltre 10mila le violazioni contestate
La risposta, però, è già nei numeri dell’attività svolta. Dall’inizio dell’anno la Polizia Locale ha effettuato oltre mille interventi per segnalazioni di varia natura e rilevato circa 100 incidenti stradali. Di questi, 37 hanno provocato feriti e tre sono stati mortali. Sono inoltre oltre 10mila i verbali elevati per violazioni al Codice della strada, con 42 patenti ritirate e oltre 286 punti decurtati.
Numeri che, precisa Bruzzese, comprendono situazioni diverse: i verbali legati agli incidenti, la guida senza cintura, l’utilizzo del telefonino e altre violazioni delle regole della strada. “Sono numeri molto elevati”, osserva il comandante, e fotografano anche una realtà nella quale molti automobilisti continuano a non rispettare le prescrizioni più elementari. E siamo soltanto a metà dell’anno, con un’estate che sta portando sulle strade vibonesi un incremento considerevole dei flussi di traffico.
Smartphone e velocità, così nasce il rischio
Ma cosa c’è principalmente dietro gli incidenti più gravi? Per Bruzzese le cause sono riconducibili soprattutto a comportamenti umani precisi. Al primo posto c’è “la costante disattenzione alla guida”, in particolare quella provocata “dall’uso continuato dello smartphone”. Poi la velocità, spesso non commisurata alle condizioni della strada. A questi comportamenti si aggiunge quello che il comandante definisce un “grave errore di valutazione psicologico”: l’eccesso di sicurezza. È la convinzione, sbagliata, che la propria abilità alla guida o la potenza del veicolo possano consentire di gestire qualsiasi situazione, fino a pensare di poter arrestare l’auto in tempo davanti a un imprevisto. La realtà è diversa. Bastano pochi secondi di distrazione o una velocità eccessiva per rendere impossibile qualsiasi manovra correttiva.
La segnaletica non può diventare un alibi
C’è poi il tema della segnaletica, che a Vibo presenta diverse criticità, dai semafori non funzionanti alle strisce pedonali carenti o poco visibili. Problemi che devono essere affrontati e risolti, perché una strada sicura passa anche da una segnaletica chiara ed efficiente. Ma Michele Bruzzese mette in guardia dal trasformare queste carenze in un alibi per comportamenti pericolosi.
L’assenza delle strisce pedonali, chiarisce, non autorizza a non dare la precedenza a un pedone che attraversa. Allo stesso modo, l’assenza di uno stop visibile o di un cartello con il limite di velocità non giustifica un’immissione cieca in un incrocio né una velocità sconsiderata. La sicurezza, dunque, richiede interventi sulla strada ma anche il rispetto delle regole fondamentali che valgono indipendentemente dalla presenza di un cartello o di una pattuglia.
Una Polizia Locale impegnata su più fronti
Il fronte della sicurezza stradale è soltanto una parte del lavoro quotidiano degli agenti. Il Comando è impegnato anche nella gestione dell’emergenza idrica, insieme alle altre forze di polizia, nel contrasto agli allacci abusivi, mentre durante l’estate viene rafforzato il presidio della zona marina proprio per effetto del forte incremento delle presenze turistiche. È un carico di lavoro che si aggiunge alla normale attività di controllo e agli oltre mille interventi effettuati per segnalazioni di diversa natura.
La difficoltà maggiore, secondo Bruzzese, non è però soltanto quella di garantire la presenza fisica degli agenti. È anche “combattere contro l’indifferenza e la superficialità di molti cittadini”, che spesso sottovalutano la gravità dei propri comportamenti e affrontano le prescrizioni con sufficienza.
La sicurezza comincia prima di mettere in moto
Il comandante insiste quindi sulla necessità di non affidare tutta la prevenzione alla presenza delle pattuglie. Sanzioni e controlli hanno una funzione deterrente, ma non possono sostituire la responsabilità individuale. E da qui arrivano tre indicazioni precise rivolte agli automobilisti. Il cellulare può aspettare: quei pochi secondi utilizzati per leggere un messaggio o rispondere a una notifica significano percorrere decine di metri senza prestare attenzione alla strada. I limiti di velocità non sono un vincolo formale, ma un confine di sicurezza, e la velocità deve essere adeguata anche all’asfalto, al traffico e alla visibilità. Infine, la strada è uno spazio condiviso e il rispetto deve riguardare pedoni, ciclisti e altri automobilisti, non soltanto quando compare una pattuglia.
La Polizia Locale, assicura Michele Bruzzese, “continuerà a essere presente sul territorio per tutelare la comunità. Ma davanti all’emergenza che le cronache stanno consegnando in questi giorni, la risposta non può essere affidata soltanto agli agenti”. Servono più uomini per aumentare i controlli, interventi nei punti più pericolosi, semafori funzionanti, segnaletica e attraversamenti visibili. E serve soprattutto cambiare il modo di stare sulla strada. Perché una pattuglia può contestare una violazione, può fermare un automobilista, può intervenire dopo un incidente. Non può, però, essere seduta accanto a ogni conducente quando decide di prendere in mano il telefono, accelerare oltre misura o affrontare un incrocio senza la necessaria prudenza.



